La Cina prende di mira la corruzione legata alle valute virtuali e alla blockchain

Il Partito Comunista Cinese si è impegnato a contrastare la corruzione legata a internet, alle valute virtuali, ai fondi transfrontalieri e alla blockchain. L’impegno figura in una decisione adottata il 29 ottobre dalla quinta sessione plenaria del XX Comitato centrale e riportata da Xinhua. Il testo evidenzia pratiche occulte come la titolarità tramite prestanome, il ricorso a intermediari e le porte girevoli tra imprese e governo, oltre a una vigilanza digitale più rigorosa e a misure contro la corruzione transfrontaliera. La dichiarazione segnala che valute virtuali e blockchain continueranno a essere sottoposte a controlli nell’ambito delle condotte finanziarie illecite, ma non introduce nuove norme specifiche sul trading di criptovalute, misure di applicazione o sanzioni. Per i trader, di per sé non indica cambiamenti nell’accesso al mercato o nella politica.
Neutral
L’impegno riguarda la corruzione connessa alle valute virtuali e alla blockchain, ma non introduce nuove regole per il trading di criptovalute, sanzioni o misure di applicazione. Di conseguenza, non offre un chiaro catalizzatore diretto per i prezzi delle valute virtuali. Nel breve termine, i trader potrebbero seguire eventuali annunci successivi o misure di applicazione, e qualsiasi reazione dipenderà probabilmente dal fatto che tali sviluppi incidano sull’accesso al mercato o sull’attività di trading. Nel lungo termine, un controllo più rigoroso potrebbe accrescere le preoccupazioni in materia di conformità qualora le autorità annuncino misure concrete, ma questa dichiarazione, da sola, non sancisce un cambiamento di politica. Poiché non viene nominato alcun token specifico e non sono annunciate restrizioni dirette al mercato, il probabile impatto sui prezzi è neutrale.