La rete blockchain nazionale cinese non è un’apertura del mercato delle criptovalute
Il Comitato centrale del Partito comunista cinese e il Consiglio di Stato hanno chiesto la creazione di una rete blockchain nazionale nell’ambito di un piano in 19 misure per le infrastrutture digitali e del 15º Piano quinquennale 2026–2030. Il documento, datato 9 ottobre 2026, delinea anche una rete integrata di calcolo, la manifattura digitale, sistemi più solidi per i diritti di proprietà sui dati e mercati dei dati pilota. L’iniziativa coinvolge 16 dipartimenti del governo centrale e 27 imprese statali e sostiene i collegamenti tra economia reale ed economia digitale.
La rete blockchain nazionale è un’infrastruttura coordinata dallo Stato che si basa sulla Blockchain-based Service Network (BSN), lanciata nel 2020. La politica non avalla i token crypto, le blockchain permissionless o il trading di criptovalute e mette in guardia dalle bolle speculative e dal comportamento gregario. Si inserisce in iniziative più ampie, tra cui il progetto «Dati a Est, calcolo a Ovest» e lo sviluppo dello yuan digitale.
Per i trader di criptovalute, la rete blockchain nazionale segnala il sostegno del governo alla tecnologia blockchain, non un allentamento delle restrizioni sugli asset digitali indipendenti. È improbabile che l’annuncio rappresenti un catalizzatore diretto nel breve termine per i token crypto quotati. Nel lungo periodo, i progetti pilota sulla proprietà dei dati e i dettagli su come la nuova rete si collegherà alla BSN potrebbero influenzare i servizi blockchain regolamentati e i mercati dei dati.
Neutral
La politica si concentra sulla blockchain e sull’infrastruttura digitale controllate dallo Stato, non sugli asset scambiati sui mercati pubblici delle criptovalute. Non apporta cambiamenti diretti all’accesso ai token, alle regole di negoziazione o alla domanda, quindi è improbabile che provochi un’immediata reazione significativa dei prezzi; qualsiasi risposta rifletterebbe più probabilmente il sentiment generale sulla politica cinese in materia di criptovalute. L’avvertimento contro le bolle e la persistente distinzione tra i progetti blockchain statali e gli asset digitali indipendenti limitano inoltre le interpretazioni rialziste.
Nel più lungo periodo, i progetti pilota sui mercati dei dati e i collegamenti tra la rete nazionale e BSN potrebbero ampliare l’attività blockchain regolamentata in Cina. Tuttavia, senza accesso permissionless, integrazione dei token o un cambiamento delle restrizioni sulle criptovalute, questo sviluppo non costituisce un chiaro catalizzatore fondamentale per i token pubblici. I trader dovrebbero seguire i dettagli dell’attuazione e qualsiasi cambiamento esplicito delle politiche, anziché dedurre un’apertura del mercato dal solo sostegno alle infrastrutture.