Disputa USA-Cina sulla confisca di 127.000 BTC scatena incertezza
Il Centro Nazionale di Risposta alle Emergenze Virus Informatici della Cina (CVERC) afferma che il governo degli Stati Uniti ha sequestrato segretamente 127.000 BTC rubati dal pool minerario LuBian in un hack del 2020. I fondi sono rimasti inattivi fino a metà 2024, quando gli analisti blockchain hanno tracciato il loro movimento verso portafogli ora sotto controllo statunitense. Il 14 ottobre 2025, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) ha annunciato di aver immobilizzato legalmente la stessa tranche di bitcoin con accuse di riciclaggio di denaro e frode contro l'investitore Chen Zhi. CVERC contesta ciò, sostenendo che la tempistica del trasferimento mostra che la custodia USA precede l'azione DOJ e che 17.800 BTC sono stati minati legittimamente. Rapporti indipendenti mettono in dubbio il collegamento tra i bitcoin rubati e le autorità USA, citando exploit di generatori di numeri casuali deboli usati nel furto originale. Questa controversia di alto profilo evidenzia la crescente rivalità digitale tra USA e Cina e potrebbe scatenare una maggiore volatilità del prezzo di Bitcoin mentre i trader crypto valutano rischi legali e geopolitici.
Bearish
La disputa sul sequestro di 127.000 BTC introduce un'incertezza legale e geopolitica accresciuta nel mercato del Bitcoin. Nel breve termine, i trader potrebbero vendere o ridurre le posizioni per coprirsi da azioni governative improvvise, esercitando pressione al ribasso sul prezzo. Nel lungo termine, rivendicazioni di custodia poco chiare e tensioni nell'applicazione transfrontaliera potrebbero frenare l'adozione istituzionale e rallentare i flussi, sostenendo un sentimento ribassista tra gli investitori in criptovalute.