Gli acquisti di azioni cinesi per 25,5 miliardi di dollari potrebbero non fermare la discesa del mercato

Secondo quanto riferito, a ottobre gli investitori sostenuti dallo Stato cinese hanno acquistato fino a 170 miliardi di yuan (25,5 miliardi di dollari) di azioni nazionali, soprattutto tramite fondi negoziati in borsa, mentre le autorità cercavano di stabilizzare il mercato. Mercoledì il CSI 300 è salito dello 0,9%, ma le azioni cinesi hanno perso circa 3.500 miliardi di dollari di valore da maggio e l’indice è sceso di oltre il 20% rispetto al picco di giugno. L’intervento potrebbe attenuare la volatilità nel breve periodo, ma gli analisti di Macquarie e Julius Baer affermano che non può risolvere la debolezza degli utili societari né la fiacca domanda interna. Gli investimenti in attività fisse sono diminuiti del 7,2% su base annua nei primi nove mesi del 2026, mentre i consumi e il mercato immobiliare sono rimasti fragili. Anche i titoli tecnologici sono stati colpiti. L’indice STAR 50 è in calo di circa il 40% rispetto al picco estivo, tra le preoccupazioni per le valutazioni, gli utili e la concorrenza. Per i trader, il sostegno statale potrebbe dare una spinta a breve termine alle azioni cinesi e al sentiment sui mercati asiatici, ma una ripresa duratura potrebbe dipendere da dati economici e utili più solidi.
Neutral
Gli acquisti statali riportati sono un segnale di stabilizzazione a breve termine per le azioni cinesi, ma le loro implicazioni per le criptovalute sono indirette e contrastanti. Una ripresa temporanea della propensione al rischio potrebbe sostenere Bitcoin e altri asset digitali se i trader interpretassero l’intervento come un segnale che le autorità limiteranno le tensioni sui mercati. Tuttavia, l’articolo descrive anche una persistente debolezza della domanda cinese, degli utili societari, del settore immobiliare e dei titoli tecnologici. Queste preoccupazioni potrebbero mantenere contenuto il sentiment generale verso il rischio e limitare qualsiasi ricaduta sulle criptovalute. In passato, gli interventi di sostegno governativo ai mercati cinesi hanno talvolta innescato forti rimbalzi azionari di breve durata, quando gli investitori dubitavano che le misure potessero migliorare i fondamentali. Le criptovalute, inoltre, hanno teso a reagire più alla liquidità globale, ai tassi statunitensi, ai movimenti del dollaro e ai flussi specifici del settore che ad acquisti isolati di azioni cinesi. Nel breve termine, i trader potrebbero osservare se gli acquisti proseguiranno e se migliorerà l’ampiezza del mercato; in mancanza di questi segnali, il rimbalzo di sollievo potrebbe svanire. Nel lungo periodo, un effetto duraturo di maggiore propensione al rischio richiederebbe probabilmente dati economici e utili societari più solidi in Cina, insieme a condizioni finanziarie globali favorevoli. La notizia, quindi, non offre un chiaro catalizzatore direzionale per le criptovalute, rendendo appropriata una classificazione neutrale.