Le azioni cinesi prolungano il calo di 12 settimane mentre si estende la svendita dei titoli legati all’IA
Venerdì i mercati azionari cinesi hanno prolungato a 12 settimane la loro serie record di ribassi, mentre le preoccupazioni globali sui rendimenti degli investimenti nell’intelligenza artificiale hanno messo sotto pressione i titoli tecnologici. Quel giorno il CSI 300 è sceso dell’1,4% e ha perso il 15% in 12 settimane. A ottobre è calato di circa l’8,5%, la flessione mensile più marcata da oltre un decennio.
L’indice Shenzhen ChiNext è sceso del 4,1%, mentre il CSI 5G Communications Index ha perso il 6,2%. Eoptolink Tech, produttrice di moduli ottici, venerdì ha ceduto circa il 14%, portando la perdita di ottobre a circa il 50%. I ribassi sono proseguiti nonostante gli acquisti di azioni stimati fino a 25,5 miliardi di dollari da parte di investitori sostenuti dallo Stato all’inizio della settimana.
Le preoccupazioni per la spesa nell’IA hanno pesato anche sui titoli tecnologici globali, comprese le società statunitensi e i produttori asiatici di chip. La sudcoreana SK Hynix è scesa di oltre il 7% e venerdì il Kospi ha perso circa il 3,5%. L’indice Hang Seng di Hong Kong si è mosso in direzione opposta, guadagnando circa l’1,5% grazie agli acquisti selettivi di alcuni titoli tecnologici da parte degli investitori. Per gli operatori, questa divergenza segnala una volatilità persistente e un mercato concentrato sulla possibilità che i forti investimenti nell’IA generino rendimenti sufficienti.
Bearish
Il rapporto è ribassista per le criptovalute nel breve termine, poiché evidenzia una diffusa avversione al rischio nei settori tecnologico e degli asset orientati alla crescita. Il CSI 300 cinese è in calo da 12 settimane consecutive, mentre anche gli indici tecnologici e i produttori asiatici di chip hanno perso terreno. La preoccupazione generale del mercato è se i forti investimenti nell’IA produrranno rendimenti adeguati. Se gli investitori riducono l’esposizione agli asset più rischiosi, le criptovalute possono subire pressioni di vendita insieme ai titoli tecnologici, soprattutto nei periodi di elevata volatilità o di minore liquidità.
In passato, episodi di crescenti timori sui tassi d’interesse o di brusche vendite di titoli tecnologici sono spesso coincisi con una minore propensione per gli asset speculativi, anche se il rapporto non è costante e le criptovalute possono muoversi indipendentemente. Gli operatori possono monitorare l’andamento degli indici azionari, la volatilità, la liquidità e l’eventuale estensione della debolezza ad altri mercati rischiosi. Gli acquisti sostenuti dallo Stato e i guadagni di Hong Kong mostrano che i ribassi non sono uniformi e potrebbero limitare il contagio.
Nel lungo periodo, questo articolo non dimostra un cambiamento diretto nei fondamentali delle criptovalute. Una ripresa duratura dei mercati azionari o prove più chiare della redditività della spesa in IA potrebbero migliorare la propensione al rischio; al contrario, perdite persistenti e dubbi sui rendimenti potrebbero prolungare l’atteggiamento prudente degli investitori. L’impatto atteso sulle criptovalute è quindi ribassista, soprattutto attraverso il sentiment e la propensione generale al rischio, piuttosto che tramite un catalizzatore diretto del mercato cripto.