Reti di riciclaggio cinesi su Telegram hanno mosso 82 miliardi di dollari on‑chain nel 2025, avverte Chainalysis

Chainalysis riferisce che il riciclaggio di criptovalute on‑chain ha superato gli 82 miliardi di dollari nel 2025, trainato da reti organizzate di riciclaggio di lingua cinese (CMLN) che operano in gran parte tramite Telegram. Nel 2025 le CMLN hanno trasferito circa 16,1 miliardi di dollari (~44 milioni al giorno) attraverso circa 1.799 wallet attivi e si stima abbiano gestito circa il 20% dei fondi illeciti in crypto negli ultimi cinque anni. Queste reti ora riciclano oltre il 10% dei fondi rubati nelle truffe di “pig butchering” e i loro afflussi sono cresciuti migliaia di volte più velocemente dei flussi verso exchange centralizzati, DeFi o altri trasferimenti illeciti on‑chain. Gli operatori usano canali Telegram, convogli di mule di denaro, broker “running‑point” e mercati di venditori per offrire servizi rapidi e difficili da tracciare, a volte liquidando grandi trasferimenti in meno di due minuti. Le stablecoin dominano il volume illecito—USDT in testa—rappresentando circa l'84% del totale, riflettendo la comodità transfrontaliera e la bassa volatilità delle stablecoin. Chainalysis collega la crescita delle reti in parte ai controlli sui capitali in Cina e alla persistente domanda di movimento di valore transfrontaliero. La società esorta a passare da un'applicazione reattiva sulle piattaforme a una disruption proattiva di operatori, venditori e canali pubblicitari, e chiede maggiore cooperazione pubblico‑privata, potenziamento delle capacità delle forze dell'ordine e miglior condivisione delle informazioni per smantellare questi servizi professionali di riciclaggio. I trader devono notare un aumento del controllo regolamentare, possibili miglioramenti nel tracciamento on‑chain e potenziali cambiamenti di conformità degli exchange che potrebbero influenzare i flussi di stablecoin e la liquidità.
Bearish
Questa notizia è ribassista per i mercati cripto correlati, principalmente per le stablecoin e le piattaforme che si basano su flussi illeciti di stablecoin. Motivi principali: 1) Maggiore pressione normativa: il rapporto pubblico e le raccomandazioni di Chainalysis tipicamente spingono regolatori ed exchange a inasprire i controlli KYC/AML, congelare flussi sospetti e cooperare a livello internazionale, il che può ridurre la liquidità illecita e l'offerta utilizzabile di stablecoin in determinate rotte. 2) Interruzione dei flussi di stablecoin: circa l'84% del volume illecito è in stablecoin (USDT dominante); interruzioni o delisting ridurrebbero la liquidità nel breve termine, allargherebbero gli spread e aumenterebbero i costi di transazione per i trader che usano stablecoin come proxy per fiat. 3) Impatto sulla microstruttura di mercato: chiusure rapide dei canali di riciclaggio o un maggiore tracciamento on‑chain potrebbero scatenare una rapida riallocazione dei saldi, causando volatilità a breve termine nelle coppie con stablecoin e nelle coppie interessate su CEX e DEX. 4) Riprofilazione del rischio di controparte: exchange e desk OTC potrebbero aumentare i controlli di conformità e ritirare servizi in corridor ad alto rischio, riducendo l'efficienza dell'arbitraggio e aumentando i costi di finanziamento. Nel lungo termine l'effetto può essere neutro o leggermente positivo per l'integrità del mercato poiché un'applicazione più rigida riduce l'attività illecita e migliora la trasparenza on‑chain, ma l'effetto immediato è probabilmente una riduzione della liquidità e una maggiore volatilità per i mercati accoppiati alle stablecoin.