Circle chiede una riforma delle riserve delle stablecoin ai sensi del MiCA
Circle esorta la Commissione europea a rivedere le norme MiCA sulle stablecoin in vista della revisione più ampia dell’UE prevista per il 2027. L’emittente di USDC ed EURC afferma che MiCA ha attirato imprese regolamentate, ma che attualmente solo tre delle 25 principali stablecoin per capitalizzazione di mercato rientrano nel quadro normativo.
Circle vuole che l’UE mantenga la «multi-emissione», consentendo a un’entità autorizzata nell’UE e a un partner estero regolamentato di emettere la stessa stablecoin. Ha avvertito che limiti più rigorosi potrebbero spingere l’attività sulle stablecoin offshore e indebolire la competitività europea.
La società si oppone inoltre ai requisiti fissi di riserva previsti da MiCA, che impongono agli emittenti di token di moneta elettronica di detenere almeno il 30% delle riserve in depositi presso banche commerciali, percentuale che sale al 60% per i token significativi. Circle sostiene che queste regole aumentino il rischio bancario e di controparte, citando il temporaneo disallineamento di USDC dopo che 3,3 miliardi di dollari di riserve erano detenuti presso Silicon Valley Bank nel marzo 2023.
Circle sostiene standard basati sulla liquidità, incentrati sulla rapidità di accesso alle riserve durante i rimborsi, analoghi alle proposte della Banca centrale europea e di altre banche centrali. Vuole inoltre che l’UE riconsideri i limiti all’esposizione verso un singolo Stato sovrano e una singola banca. Tether si è opposta all’autorizzazione MiCA anche in parte a causa delle norme sui depositi.
L’impatto sul trading a breve termine sarà probabilmente limitato, ma la revisione di MiCA potrebbe influenzare la liquidità delle stablecoin, il loro supporto sugli exchange, i costi degli emittenti e la posizione a lungo termine di USDC, EURC e USDT in Europa.
Neutral
È probabile che l’impatto immediato sul prezzo sia neutrale, poiché le proposte di Circle sono raccomandazioni di politica e non modifiche normative già entrate in vigore. USDC ed EURC potrebbero registrare una volatilità limitata nel breve periodo se gli operatori rivalutassero il supporto degli exchange europei o l’accesso normativo, ma la notizia non modifica direttamente il loro ancoraggio al dollaro o all’euro.
Nel lungo periodo, regole più flessibili in materia di riserve e liquidità potrebbero ridurre i costi degli emittenti, diminuire il rischio di concentrazione bancaria e migliorare l’efficienza del mercato delle stablecoin. Il mantenimento della possibilità di emettere su più reti potrebbe inoltre sostenere la distribuzione di USDC ed EURC in Europa. Tuttavia, l’incertezza normativa rimane e regole definitive più rigide potrebbero aumentare i costi di conformità, ridurre la liquidità o incoraggiare l’attività offshore. I potenziali effetti sono quindi strutturali e graduali, piuttosto che un catalizzatore immediato rialzista o ribassista per i token stessi.