Citi taglia Bitcoin e Ethereum, puntando alle uscite degli ETF spot
Citigroup (Citi) ha tagliato ancora le sue stime a 12 mesi per Bitcoin ed Ethereum, rafforzando un approccio più prudente (risk-off) per i mercati crypto.
Per Bitcoin (BTC), lo scenario base di Citi scende a 82.000 dollari (da 112.000). Lo scenario ribassista viene ridotto a 53.000 dollari. Al momento della pubblicazione, Bitcoin veniva scambiato vicino a 58.800 dollari e restava sotto le medie mobili di lungo periodo.
Per Ethereum (ETH), l’obiettivo a 12 mesi viene ridotto a 2.240 dollari (da 3.175). Lo scenario ribassista scende a 1.094 dollari. ETH era intorno a 1.585 dollari, anch’esso al di sotto delle medie mobili di lungo periodo.
Citi indica tre fattori: (1) la domanda degli ETF spot si è invertita: per i prossimi 12 mesi le afflussi netti attesi sono circa 0 dollari, dopo forti deflussi; (2) i progressi regolatori negli Stati Uniti sono bloccati, con il Clarity Act ancora fermo in Congresso; (3) la rotazione del capitale verso l’infrastruttura per l’IA e tassi più alti più a lungo, che possono mettere pressione sulle tesorerie crypto aziendali.
I trader dovrebbero notare che il recente taglio della previsione sul prezzo di Bitcoin si allinea a una maggiore sensibilità dei flussi degli ETF: nuovi deflussi e ritardi normativi possono mantenere elevata la pressione al ribasso nel breve termine. Nel lungo periodo, Citi sostiene che i casi d’uso della blockchain enterprise (depositi tokenizzati, custodia, interoperabilità) potrebbero comunque sostenere il settore, anche se le stime sui prezzi diventano più conservative.
Bearish
I nuovi obiettivi di prezzo di Citi per Bitcoin ed Ethereum si spingono ulteriormente verso il ribasso, con il principale catalizzatore di breve termine rappresentato dalle uscite dai spot ETF. Quando Citi ipotizza che le nuove entrate nette nei prossimi 12 mesi siano circa pari a zero, ciò segnala una domanda marginale più debole, che i trader spesso interpretano come una minore probabilità di rally sostenuti. Il fermo della Clarity Act aggiunge incertezza normativa, riducendo la disponibilità degli investitori istituzionali ad assumere rischio. Infine, tassi più elevati più a lungo e la rotazione del capitale verso AI/semiconduttori possono irrigidire la liquidità e aumentare la probabilità di pressioni di vendita da posizioni leverage o allocazioni societarie.
Nel breve termine, il mercato è probabile resti molto reattivo alle notizie sui flussi degli ETF e potrebbe continuare a posizionarsi in ottica di risk-off se le uscite persistono. Nel lungo termine, la narrativa di infrastrutture enterprise di Citi è favorevole all’adozione, ma non compensa l’attuale contesto ribassista di flussi e regolamentazione sul prezzo; da qui una bias ribassista sia per BTC sia per ETH.