Citrini Research riduce l’esposizione ai chip mentre aumentano i rischi legati ai finanziamenti dell’IA
James van Geelen, fondatore di Citrini Research, ha ridotto nettamente la propria esposizione ai semiconduttori e detiene alcune posizioni short, sostenendo che i rischi legati al finanziamento delle infrastrutture per l’IA sono cambiati. Le grandi aziende tecnologiche hanno finanziato gli investimenti nell’IA con i propri flussi di cassa, ma, afferma, una quota crescente della spesa aggiuntiva dipende ora dai mercati azionari e obbligazionari. Ciò rende i piani di costruzione più vulnerabili a un peggioramento del sentiment degli investitori.
Secondo van Geelen, le valutazioni attuali presuppongono che i laboratori di IA raggiungano circa 1.000 miliardi di dollari di ricavi ricorrenti annuali entro la fine del 2028. Tra i rischi per questo obiettivo cita l’incertezza sulla crescita della domanda, i limitati incrementi di spesa derivanti dal calo dei prezzi dell’IA e il maggiore utilizzo di modelli open source. Valuterebbe di tornare a investire nei titoli dei produttori di chip se l’utilizzo a pagamento e la crescita dei ricavi legati all’IA accelerassero abbastanza da sostenere gli investimenti attraverso i flussi di cassa dei clienti.
Rimane ottimista su Nvidia e predilige una strategia long su Meta e short su Google. In un esperimento distinto, Citrini ha usato Claude di Anthropic per generare 211 candidati anticorpali contro lo scorpione; 17 di questi si sono legati al bersaglio nei test di laboratorio. Van Geelen afferma che l’IA può velocizzare la progettazione, ma che il lavoro di laboratorio e la scarsità di animali da ricerca restano colli di bottiglia. Vede opportunità nei servizi di ricerca clinica, piuttosto che nei titoli delle aziende che scoprono farmaci con l’IA.
Neutral
L’articolo non parla direttamente di criptovalute né dei flussi del mercato cripto, quindi il suo impatto immediato sugli asset digitali è probabilmente limitato. Il segnale più ampio è improntato alla cautela: Citrini Research sostiene che la spesa per le infrastrutture di IA dipenda sempre più dai mercati dei capitali e dal sentiment degli investitori, anziché essere pienamente sostenuta dai flussi di cassa delle grandi aziende tecnologiche. Se questa prospettiva dovesse innescare un più ampio disinvestimento dai titoli tecnologici ad alta crescita, le criptovalute potrebbero subire pressioni indirette, poiché i trader tendono spesso a considerare Bitcoin e gli altri asset digitali come asset sensibili al rischio.
Nel breve periodo, i commenti potrebbero contribuire alla volatilità dei titoli tecnologici e degli asset di rischio correlati, soprattutto se gli investitori stanno già reagendo a prospettive più deboli per i ricavi dell’IA, all’aumento dei costi di finanziamento o alla diminuzione della liquidità. L’articolo, tuttavia, riferisce di un adeguamento del portafoglio e di una tesi d’investimento, non di un crollo confermato della spesa per l’IA. Van Geelen ritiene ancora che la domanda superi l’offerta e mantiene una posizione positiva su Nvidia, il che riduce le ragioni per interpretare la sua mossa come un rifiuto generalizzato dell’IA.
Nel lungo periodo, un rallentamento prolungato degli investimenti nell’IA o un più ampio irrigidimento dei mercati dei capitali potrebbero pesare sulla propensione al rischio e ridurre i flussi speculativi verso le criptovalute. Al contrario, la continua crescita dell’utilizzo a pagamento dell’IA e dei relativi ricavi potrebbe attenuare le preoccupazioni sulle valutazioni del settore tecnologico e sostenere l’assunzione di rischio. Come in precedenti fasi di pressione sulle valutazioni delle aziende tecnologiche ad alta crescita, la reazione delle criptovalute dipenderebbe probabilmente più dalla liquidità, dalle aspettative sui tassi d’interesse e dal posizionamento degli investitori che da questa singola intervista. Nel complesso, la notizia è un segnale moderato di avversione al rischio, ma non un catalizzatore diretto per le criptovalute.