Il CLARITY Act collega le norme della DeFi al controllo umano
Una versione rivista del CLARITY Act renderebbe il controllo umano identificabile il criterio principale per regolamentare i protocolli di trading DeFi non decentralizzati. Le persone o i gruppi coordinati in grado di modificare in modo sostanziale le funzioni, le operazioni o la governance di un protocollo potrebbero essere soggetti ai requisiti della Securities and Exchange Commission (SEC), della Commodity Futures Trading Commission (CFTC) e in materia di antiriciclaggio.
Le disposizioni del CLARITY Act sulla DeFi riguarderebbero le transazioni spot e in contanti. SEC e CFTC svilupperebbero norme basate sull’attività riguardanti registrazione, condotta, informative, conservazione dei registri e supervisione, mentre il Tesoro valuterebbe gli obblighi correlati al Bank Secrecy Act. Il software e i sistemi di registro distribuito non dovrebbero registrarsi autonomamente, e la sola partecipazione a consigli di sicurezza o alla risposta agli incidenti non dimostrerebbe il controllo.
Il disegno di legge rivisto è stato pubblicato prima di una votazione procedurale al Senato prevista per il 15 settembre. Servono 60 voti per procedere, il che significa che i repubblicani hanno bisogno del sostegno dei democratici. Restano divergenze sulle disposizioni etiche, sulle tutele antiriciclaggio e sui premi delle stablecoin. Il CLARITY Act non è ancora legge, quindi l’esito rimane incerto.
Per i trader di criptovalute, l’approvazione potrebbe migliorare la certezza normativa, incoraggiare la partecipazione istituzionale e sostenere nel lungo periodo un’attività DeFi conforme. Nel breve periodo, il voto combattuto e i negoziati irrisolti potrebbero aumentare la volatilità e il rischio normativo. Se il disegno di legge fallisse, le norme di SEC e CFTC o le esenzioni per l’innovazione potrebbero comunque influenzare il modo in cui le autorità valutano il controllo dei protocolli DeFi.
Neutral
La notizia è neutrale per i prezzi delle criptovalute perché il CLARITY Act non è stato promulgato e non modifica direttamente i fondamentali né l’offerta di alcun token specifico. Nel breve termine, l’incertezza legata al voto del Senato del 15 settembre, alla soglia di 60 voti e ai negoziati ancora irrisolti potrebbe favorire un atteggiamento prudente, una maggiore volatilità e una riduzione del rischio negli asset legati alla DeFi.
L’approvazione del disegno di legge potrebbe essere rialzista per il mercato delle criptovalute nel suo complesso nel lungo periodo, chiarendo quando i protocolli DeFi controllati da persone debbano rispettare gli obblighi della SEC, della CFTC e in materia di antiriciclaggio. Una maggiore certezza giuridica potrebbe attirare capitali istituzionali e sostenere un’attività di mercato conforme alle norme. Tuttavia, costi di conformità più elevati potrebbero mettere sotto pressione alcuni protocolli e ridurre l’accesso per gli operatori più piccoli. Se il disegno di legge fallisse, la prosecuzione dell’elaborazione normativa da parte della SEC e della CFTC o le esenzioni per l’innovazione manterrebbero l’incertezza normativa. Di conseguenza, è più probabile che i trader considerino questo sviluppo un catalizzatore di politica normativa piuttosto che un chiaro segnale sulla direzione dei prezzi.