Le possibilità della legge CLARITY scendono al 50% mentre i tempi al Senato slittano

Galaxy Digital ha ridotto al 50% la propria stima sulla possibilità che il CLARITY Act diventi legge nel 2026, citando ritardi procedurali al Senato, anche mentre i repubblicani spingono per un voto a luglio. Il Senato è in pausa fino al 13 luglio, con colloqui a porte chiuse tra lo staff del Congresso, funzionari della Casa Bianca e rappresentanti dell’industria cripto per riconciliare bozze diverse sulla struttura del mercato delle criptovalute provenienti dalle commissioni Bancaria e Agricola del Senato. Tra i principali nodi ancora irrisolti, prima che il CLARITY Act possa arrivare in Aula, rientrano le regole su etica/conflitti di interesse, le disposizioni AML (anti-riciclaggio di denaro) e l’impianto regolatorio complessivo per i mercati degli asset digitali. Anche i tempi sono un vincolo: il leader della maggioranza al Senato John Thune ha segnalato che la NDAA avrà priorità al rientro del Senato, il che potrebbe spostare la discussione del CLARITY Act a fine luglio o inizio agosto, mettendo a rischio di perdere la finestra prima della pausa di agosto. Sul piano politico, i repubblicani hanno 53 seggi e l’approvazione richiederebbe con ogni probabilità almeno 60 voti. Sebbene i vertici del GOP restino incoraggianti, il sostegno repubblicano completo non è garantito: l’opposizione al precedente GENIUS Act (in particolare da Josh Hawley e Rand Paul) suggerisce che potrebbero servire ancora voti democratici. Il senatore Tim Scott ha appoggiato la timeline di luglio di Thune, sostenendo che l’approccio bipartisan chiarirà le regole, rafforzerà le tutele per i consumatori e sosterrà l’innovazione statunitense.
Neutral
La chiarezza normativa continua a progredire, ma l’ultimo aggiornamento riduce le probabilità della legge CLARITY al 50% e mette in evidenza incertezza sia sul piano delle politiche sia su quello della tempistica. Nel breve periodo, i trader potrebbero prezzare un maggiore rischio legato alle notizie e una minore fiducia in un imminente catalizzatore regolamentare per i mercati crypto. Tuttavia, la spinta bipartisan (endorsement di Tim Scott e colloqui di riconciliazione in corso) impedisce che la probabilità peggiori ulteriormente, il che può contenere il ribasso. A lungo termine, i dettagli AML/etica ancora irrisolti e la necessità di 60 voti fanno sì che la forma finale del disegno di legge possa ancora cambiare; perciò, gli operatori di mercato potrebbero preferire attendere un testo unificato e tempi del “floor” più chiari. Nel complesso, la notizia riguarda più la volatilità della tempistica che un crollo netto del sostegno, implicando un effetto di prezzo neutrale per il comparto crypto piuttosto che un movimento unidirezionale chiaro legato all’esito di un singolo disegno di legge.