Il CLARITY Act affronta l’opposizione del Senato prima di un voto decisivo
Il CLARITY Act del Senato degli Stati Uniti affronta un voto procedurale decisivo il 15 settembre, ma non dispone ancora di un chiaro sostegno bipartisan. Il disegno di legge necessita di 60 voti per avanzare. Anche con il sostegno di tutti i 53 repubblicani, almeno sette democratici dovranno appoggiare il CLARITY Act.
Una precedente bozza repubblicana aveva incorporato oltre 120 richieste democratiche e aggiunto restrizioni etiche sulle partecipazioni in criptovalute dei funzionari pubblici. I democratici, tra cui la senatrice Elizabeth Warren, affermano che potrebbero ancora esistere scappatoie che consentano ad alti funzionari e alle loro famiglie di beneficiare delle imprese crypto. La Casa Bianca ha difeso la bozza definendola la sua migliore e definitiva proposta, mentre la senatrice repubblicana Cynthia Lummis sostiene che sia pronta per il voto.
Anche l’opposizione si è ampliata. Diciotto procuratori generali statali avvertono che la prevalenza del diritto federale potrebbe indebolire i poteri degli Stati di indagare e perseguire le condotte illecite legate alle criptovalute. Le banche si oppongono alle norme sulle stablecoin, sostenendo che l’interruttore di emergenza proposto si attiverebbe solo dopo che i deflussi dannosi dai depositi si siano già verificati. Gli sviluppatori DeFi e Coin Center affermano che le revisioni del Blockchain Regulatory Certainty Act potrebbero proteggere gli sviluppatori non-custodial, i miner e i validatori, ma potrebbero lasciare alcuni sviluppatori esposti alle leggi sulla trasmissione di denaro. Anche i gruppi tribali del settore del gioco contestano le regole poco chiare per i mercati di previsione sportiva.
Il voto sul CLARITY Act potrebbe provocare volatilità a breve termine negli asset legati alle criptovalute se venisse rinviato o modificato. Una struttura federale del mercato più chiara potrebbe sostenere la partecipazione istituzionale e la crescita del mercato nel lungo periodo, ma le controversie irrisolte su etica, stablecoin, DeFi e competenze statali rendono incerta l’approvazione.
Neutral
È probabile che l’impatto immediato sul prezzo sia neutrale, poiché il CLARITY Act non è ancora stato approvato e l’esito del voto al Senato rimane incerto. Un rinvio, il fallimento del voto di cloture o ulteriori emendamenti potrebbero generare scambi improntati all’avversione al rischio e volatilità nel breve termine tra gli asset legati alle criptovalute. Tuttavia, il mercato potrebbe aver già scontato parte dell’incertezza politica, limitando un movimento ribassista prolungato.
Nel lungo periodo, l’approvazione di un quadro chiaro per la struttura del mercato delle criptovalute negli Stati Uniti potrebbe migliorare la certezza normativa, incoraggiare la partecipazione istituzionale e sostenere una più ampia adozione. D’altro canto, le controversie irrisolte relative alle norme etiche, alle tutele per le stablecoin, alla responsabilità nella finanza decentralizzata (DeFi) e ai poteri di enforcement degli Stati potrebbero indebolire il disegno di legge o prolungare l’incertezza legislativa. Questi segnali contrastanti giustificano una classificazione neutrale, anziché una prospettiva chiaramente rialzista o ribassista.