Il CLARITY Act si avvicina al voto in Senato mentre Trump corteggia i corpi di polizia sulle regole cripto

Il CLARITY Act (Blockchain Regulatory Certainty Act) si sta muovendo verso un potenziale voto in Aula al Senato prima della pausa di agosto, mentre l’amministrazione Trump cerca di costruire un sostegno più ampio sia in ambito politico sia nelle forze dell’ordine. Alla Casa Bianca, circa 20 parlamentari, staff e rappresentanti di polizia/procuratori si sono incontrati con il consigliere cripto Patrick Witt e il White House Crypto Council. Il gruppo ha discusso le disposizioni del BRCA del CLARITY Act, volte a garantire protezione legale a certi sviluppatori blockchain e fornitori di infrastrutture. Anche le organizzazioni di forze dell’ordine hanno valutato come migliorare la segnalazione dei crimini legati alle criptovalute e gli strumenti di enforcement, un fattore che i democratici potrebbero osservare per capire se il disegno di legge è “anti-crypto”. Tuttavia, il principale ostacolo è l’aritmetica dei voti al Senato. I repubblicani hanno bisogno di almeno sette senatori democratici; Mark Warner e Catherine Cortez Masto sono considerati voti chiave. Allo stesso tempo permangono critiche da parte di alcuni democratici, inclusa Elizabeth Warren. Separatamente, si intensifica il dibattito su una disposizione relativa al rendimento delle stablecoin all’interno del CLARITY Act. Il CEO di Ripple, Brad Garlinghouse, ha criticato il CEO di JPMorgan, Jamie Dimon, per essersi opposto a parti del provvedimento, mentre il CEO di Coinbase, Brian Armstrong, ha difeso l’inclusione. Le quote dei mercati di previsione (Polymarket) collocano la probabilità che il CLARITY Act diventi legge nel 2026 intorno al 49%. Per i trader, lo slancio del CLARITY Act potrebbe migliorare il sentiment sulle narrative di asset regolamentati, ma la spaccatura sul rendimento delle stablecoin e la stretta aritmetica del Senato suggeriscono una volatilità continua guidata dai titoli.
Neutral
La notizia è sostanzialmente favorevole alle narrative sugli asset regolamentati perché il CLARITY Act si avvicina a un voto al Senato e include certezza giuridica in stile BRCA per sviluppatori e infrastrutture, con il coinvolgimento attivo di gruppi di polizia/procure. Detto questo, l’impatto sul trading è attenuato da due punti di rischio irrisolti già evidenziati negli articoli: (1) la disposizione sui rendimenti delle stablecoin è ancora politicamente contestata, creando incertezza specifica per il settore; e (2) l’aritmetica del Senato rimane risicata, quindi tempi e probabilità di approvazione non sono garantiti (Polymarket ~49% per il 2026). L’effetto netto sarà probabilmente una volatilità di breve termine dovuta ai titoli, piuttosto che una mossa direzionale chiara e sostenuta esclusivamente dovuta al CLARITY Act.