Voto della legge CLARITY rinviato a settembre dopo la pausa di agosto
Il Senato degli Stati Uniti si è aggiornato per la pausa di agosto senza una votazione in aula sulla legge da 616 pagine Digital Asset Market Structure Clarity Act (CLARITY Act). Il leader della maggioranza al Senato, John Thune, ha dichiarato che il voto verrà rimandato a settembre dopo che i democratici non hanno accettato un calendario procedurale che avrebbe consentito di approvare il disegno di legge prima della pausa.
Il CLARITY Act ha già superato la Camera il 17 luglio 2025, con un voto bipartisan di 294-134. Al Senato, l’impulso resta bloccato dalla regola dei 60 voti necessaria per invocare il cloture e superare un filibuster. I principali punti critici includono disposizioni etiche controverse legate alle attività aziendali della famiglia del presidente Trump, preoccupazioni dell’ordine pubblico e l’opposizione dell’industria bancaria.
Un nuovo importante punto di pressione arriva dagli Independent Community Bankers of America, che hanno avvertito che le disposizioni del CLARITY Act sugli yield degli stablecoin potrebbero creare un grande impatto fiscale. Senza limiti più stringenti agli yield degli stablecoin, la capacità di prestito delle banche comunitarie potrebbe scendere fino a 850 miliardi di dollari, spinta dal trasferimento dei depositi verso alternative native del mondo crypto.
Con le elezioni di midterm statunitensi in arrivo a novembre, la finestra legislativa di settembre è ristretta. I sponsor repubblicani probabilmente dovranno affrontare sia le obiezioni democratiche in materia di etica sia le preoccupazioni dei banchieri comunitari sulla concorrenza degli stablecoin, aumentando il rischio di ulteriori rinvii fino all’autunno.
Neutral
Questa è una storia sui tempi regolatori, più che un cambiamento delle regole. Il voto della legge CLARITY, spinto dal periodo di sospensione di agosto a settembre, estende l’incertezza sulla supervisione della struttura del mercato delle stablecoin statunitensi e, più in generale, del mercato più ampio degli asset digitali. Questo potrebbe limitare il rialzo per le crypto più sensibili al rischio nel breve termine, mentre i trader attendono un linguaggio più chiaro.
Tuttavia, la Camera ha già approvato il CLARITY Act e il processo continua a muoversi a settembre. La nuova critica focalizzata sulle banche — soprattutto l’avvertimento sulla capacità di prestito da 850 miliardi di dollari legato alle disposizioni sui rendimenti delle stablecoin — aggiunge rumore e potrebbe aumentare le probabilità di ulteriori emendamenti, ma non introduce direttamente nuove misure di enforcement contro i token esistenti. L’effetto netto è probabilmente un orientamento di trading prudente, laterale e neutrale, più che un catalizzatore chiaramente rialzista o ribassista per il prezzo di qualunque singolo asset.