Impasse sulla legge CLARITY e sulle stablecoin ritarda la votazione bancaria; crescono le polemiche su immunità DeFi ed etica
Il Comitato Bancario del Senato degli Stati Uniti non ha programmato un markup per il CLARITY Act, lasciando irrisolta la disputa sui rendimenti/ricompense degli stablecoin. La prima possibile votazione nel comitato potrebbe avvenire nella settimana dell'11 maggio, ma i legislatori dovranno poi riconciliare il testo con il disegno di legge sulla struttura del mercato della Camera. Alex Thorn di Galaxy Digital ha detto che le probabilità che il CLARITY Act diventi legge nel 2026 sono circa 50-50 (forse meno), mentre la probabilità di approvazione su Polymarket è scesa al 46% dal 65% del 17 aprile.
I gruppi del settore bancario stanno intensificando la pressione per un divieto “a prova di errore” dei pagamenti di interessi o simili legati al possesso di stablecoin, con poche eccezioni. La North Carolina Bankers Association e l'American Bankers Association guidano la spinta, mentre la Consumer Bankers Association contesta la posizione del Council of Economic Advisers della Casa Bianca secondo cui le ricompense sugli stablecoin non danneggeranno l'erogazione di prestiti bancari.
Oltre alle regole sugli stablecoin, due ulteriori punti critici si stanno ampliando. I democratici spingono per un linguaggio sull'“etica” per limitare che i funzionari eletti (e le loro famiglie) traggano profitto da imprese cripto legate alla loro influenza. Separatamente, le forze dell'ordine e gruppi come la Fraternal Order of Police si oppongono a una ampia immunità per gli sviluppatori DeFi, sostenendo che potrebbe rendere più difficili le incriminazioni; funzionari del DOJ hanno sottolineato che la responsabilità dipende dai “fatti”, non solo dal scrivere software, riferendosi a casi come Roman Storm di Tornado Cash.
Per i trader, l'aggiornamento chiave è che la timeline del CLARITY Act sta slittando e le probabilità si stanno indebolendo nei mercati predittivi, mentre i prodotti di “yield” sugli stablecoin affrontano crescenti ostacoli regolamentari — potenzialmente aumentando la volatilità attorno ai flussi legati a USDT e al sentiment di rischio prima della finestra dell'11 maggio.
Bearish
L'impasse sulla stablecoin della CLARITY Act sta ora esplicitamente portando verso almeno un voto all'inizio di maggio, con probabilità più basse riflesse sia nella stima di Galaxy Digital (circa 50-50) sia in Polymarket (in calo al 46%). Questo ritardo aumenta l'incertezza per qualsiasi narrativa di “rendimento/ricompense” legata a USDT e rende il rischio normativo meno trascurabile.
La direzione della pressione politica conta anche: i gruppi bancari stanno spingendo per un divieto “a prova di buchi” dei pagamenti di interessi/ricavi legati al possesso di stablecoin, il che è direttamente negativo per i prodotti di ricompensa in stablecoin e può ridurre la domanda per strategie di rendimento. Nel frattempo, gli ostacoli aggiuntivi — restrizioni etiche e resistenza a un'ampia immunità per gli sviluppatori DeFi — allungano la frizione legislativa, aumentando la probabilità che le tempistiche slittino di nuovo o che il testo finale sia più restrittivo di quanto sperino i mercati.
A breve termine, i trader potrebbero scontare un rischio maggiore di notizie regolamentari, portando a un'azione dei prezzi più turbolenta e potenzialmente a una ridotta appetibilità speculativa sulle giocate di rendimento delle stablecoin. A lungo termine, se la CLARITY Act dovesse irrigidire definizioni e confini di applicazione, probabilmente rafforzerebbe un ambiente più cauto per le strutture di ricompense DeFi — complessivamente uno scenario da neutro a negativo per gli asset di rischio, con la trasmissione negativa principale tramite il sentimento legato alle stablecoin più che dalla sola liquidità spot.