Il voto nel weekend della legge CLARITY inciampa mentre il Senato salta la cloture
La spinta del CLARITY Act per una votazione nel weekend ha perso slancio giovedì dopo che la leadership del Senato USA non ha compiuto alcun passo procedurale per far avanzare il disegno di legge sulla struttura del mercato delle crypto. Non è comparsa in calendario alcuna richiesta di cloture per il CLARITY Act e il Senato ha dato priorità ad altri affari, tra cui una misura di finanziamento e le nomine.
Il leader della maggioranza al Senato John Thune non ha depositato la cloture in precedenza, rimuovendo il consueto “conto alla rovescia” del dibattito che avrebbe potuto aiutare a spingere il CLARITY Act verso un primo voto in Aula. Anche se i senatori restano a Washington, l’assenza di cloture rende più difficile una votazione procedurale nel weekend.
I negoziati restano in corso. Il senatore Thom Tillis ha dichiarato che i funzionari dell’amministrazione stanno rivedendo parti del testo, con le restrizioni etiche per gli alti funzionari federali indicate come punto critico. I legislatori stanno inoltre discutendo finanziamento illecito, DeFi, ricompense in stablecoin e il ruolo della CFTC.
Cynthia Lummis continua a chiedere un’azione prima della pausa di agosto, ma per l’approvazione servono ancora 60 voti per la cloture e i repubblicani difficilmente raggiungeranno quella soglia senza il supporto dei democratici. Le quotazioni di mercato stanno già cambiando: Polymarket ha tagliato la probabilità che il CLARITY Act diventi legge nel 2026 a circa il 17% (dal più del 70% di inizio anno). Il contratto si risolve solo se la H.R. 3633 passa in entrambe le camere ed è firmata entro il 31 dicembre.
Per i trader di crypto, questo ritardo procedurale riduce le probabilità nel breve termine di una grande revisione regolatoria USA legata al CLARITY Act e aumenta l’incertezza sui possibili catalizzatori per la politica sulla struttura del mercato.
Bearish
Questo è ribassista per le prospettive a breve termine del mercato crypto perché il CLARITY Act non procede lungo il consueto iter procedurale al Senato. Senza un deposito di cloture, i tempi del disegno di legge slittano ulteriormente rispetto alla finestra attuale, riducendo la probabilità di un esito legislativo anticipato che possa chiarire le regole per emittenti, custodia, partecipazione a DeFi e la policy relativa alle stablecoin.
Nel breve periodo, i trader potrebbero vedere meno catalizzatori regolatori a breve termine e un maggiore rischio legato alle notizie sulla politica di struttura del mercato USA. Il declassamento di Polymarket (a ~17% per l’entrata in vigore nel 2026) rafforza che i trader stanno adeguando le aspettative verso una tempistica più tardiva.
Nel lungo periodo, alcune parti del lavoro regolatorio potrebbero continuare nell’ambito degli attuali framework SEC/commodities anche se il CLARITY Act dovesse slittare, il che può essere neutrale per il pricing giornaliero. Tuttavia, l’incertezza su quando interverrà il Congresso resta il principale driver, spingendo l’effetto netto verso il ribasso, soprattutto per il posizionamento in vista di catalizzatori legislativi sul cripto USA legati specificamente al CLARITY Act.