Fallisce il voto sul CLARITY Act mentre scendono i prezzi delle criptovalute
Il Senato degli Stati Uniti non è riuscito a far avanzare il CLARITY Act in un voto procedurale terminato 49-50, ben al di sotto dei 60 voti necessari. Il risultato ha deluso i trader che avevano puntato su un’importante legge statunitense sulla struttura del mercato delle criptovalute e ha rimosso un catalizzatore normativo di breve termine.
Bitcoin è sceso di quasi il 4%, a circa 76.000 dollari, dopo aver superato gli 81.000 dollari all’inizio di settembre. Ethereum è calato di oltre il 6%, a circa 2.400 dollari, mentre XRP è sceso a circa 1,29 dollari. Bitcoin si trova ora di fronte a una resistenza tra 80.000 e 82.000 dollari. Ethereum deve recuperare l’area tra 2.400 e 2.500 dollari per segnalare una ripresa, mentre XRP resta vulnerabile nonostante mantenga l’attuale chiarezza giuridica negli Stati Uniti.
Secondo quanto riferito, i negoziati si sono arenati sulle disposizioni etiche, comprese le restrizioni ai guadagni in criptovalute da parte dei funzionari eletti e le preoccupazioni riguardo agli interessi della famiglia del presidente Donald Trump nel settore cripto. Il fallimento del voto sul CLARITY Act potrebbe ritardare di anni una legislazione statunitense organica, sebbene SEC e CFTC mantengano l’autorità di emanare norme ai sensi delle leggi vigenti.
I trader stanno inoltre osservando la decisione della Federal Reserve sui tassi d’interesse del 16 settembre. Un messaggio meno restrittivo potrebbe sostenere una ripresa delle criptovalute, ma segnali di ulteriore inasprimento, gli elevati rendimenti dei Treasury, i timori sull’inflazione e l’aumento dei prezzi del petrolio potrebbero mantenere debole la propensione al rischio. La battuta d’arresto del CLARITY Act è negativa per il sentiment di breve termine, mentre le prospettive normative di lungo periodo restano incerte.
Bearish
Il fallimento del voto sul CLARITY Act è ribassista per BTC, ETH e XRP nel breve termine. I trader avevano considerato il disegno di legge un potenziale catalizzatore normativo, quindi la sua bocciatura ha innescato lo smobilizzo delle posizioni e indebolito la fiducia in un quadro più chiaro per la struttura del mercato statunitense. La discesa di Bitcoin sotto gli 80.000 dollari, il calo di Ethereum verso i 2.400 dollari e la flessione di XRP a circa 1,29 dollari indicano una pressione generalizzata sulle principali criptovalute.
Il mercato potrebbe rimanere volatile in vista della decisione della Federal Reserve sui tassi d’interesse. Un messaggio meno aggressivo potrebbe produrre un rally di sollievo, soprattutto se i rendimenti dei Treasury dovessero diminuire. Tuttavia, ulteriori segnali di inasprimento, le preoccupazioni sull’inflazione e rendimenti elevati probabilmente limiterebbero la domanda di criptovalute e manterrebbero contenuta la propensione al rischio. Nel lungo periodo, la SEC e la CFTC possono ancora intervenire nell’ambito dei poteri esistenti, mentre una ripresa dei negoziati legislativi potrebbe sostenere i prezzi. Fino ad allora, il ritardo dell’azione del Congresso e l’incertezza normativa probabilmente continueranno a pesare sul sentiment.