Il disegno di legge CLARITY fissato per la chiusura del Senato il 15 settembre, mentre Thune va avanti

Il leader della maggioranza repubblicana al Senato, John Thune, ha presentato una mozione di chiusura (cloture) per portare avanti l’H.R. 3633, il Digital Asset Market Clarity Act (CLARITY Act), verso il dibattito in aula del Senato. Thune ha inoltre presentato la precedente “motion to proceed”, un passaggio procedurale fondamentale che stabilisce se la CLARITY Act possa arrivare ad emendamenti e a un voto finale. La cloture richiede 60 voti. Con la composizione del Senato al di sotto della soglia, i repubblicani hanno comunque bisogno del sostegno dei democratici prima che si possano verificare eventuali emendamenti alla CLARITY Act o l’approvazione finale. L’articolo evidenzia uno scarto di oltre due mesi tra l’azione della commissione e la “motion to proceed”, suggerendo problemi di programmazione del tempo in aula piuttosto che una chiara registrazione di obiezioni nella cronologia dell’iter. I dettagli di routine di senate.gov indicano una voce dell’8 agosto, “Clarity Act motion to proceed”, senza che sia riportato alcun esito di cloture nell’aggiornamento esaminato. Le indiscrezioni riportano che il voto di cloture potrebbe “maturare” il 15 settembre. In entrambi i casi conta: se la cloture passa, la CLARITY Act va al dibattito, ma l’approvazione finale resta incerta; se fallisce, il disegno di legge probabilmente slitta senza un percorso certo verso il voto in questa sessione. Nel merito, la versione del Senato del Comitato Bancario mantiene una struttura a doppio regolatore: la CFTC coprirebbe le borse di commodity digitali, i broker e i dealer, mentre la SEC manterrebbe la giurisdizione sulle operazioni del mercato primario. Il disegno di legge propone anche un quadro di esenzione dalla registrazione con un tetto di 75 milioni di dollari in qualsiasi periodo di 12 mesi, legato allo stato di “maturità” della blockchain. Per i trader di criptovalute, il catalizzatore a breve termine è la soglia di cloture del 15 settembre per la CLARITY Act: sufficiente ad incidere sulla volatilità, ma non abbastanza da fissare ancora risultati regolatori definitivi.
Neutral
Questo è un passaggio procedurale della legge CLARITY, non un testo definitivo. Presentare la mozione di cloture di Thune (e la precedente «mozione per procedere») riduce l’incertezza del calendario rispetto a un disegno di legge bloccato, il che può sostenere il sentiment. Tuttavia, la soglia dei 60 voti lascia comunque una probabilità significativa di fallimento e i dettagli regolatori finali —incluso come si definiscono definitivamente i ruoli della CFTC/SEC e le regole di esenzione— restano politicamente contingenti. Nel breve periodo, i trader potrebbero vedere volatilità intorno al 15 settembre mentre i mercati prezzano le probabilità di cloture e potenziali emendamenti durante il dibattito. Nel lungo periodo, se la legge CLARITY farà progressi, è probabile che chiarisca le aspettative sulla struttura del mercato (sedi di commodity guidate dalla CFTC più la supervisione della SEC sulle transazioni primarie), il che potrebbe gradualmente migliorare il premio per il rischio; ma finché non arriverà l’approvazione finale, l’impatto sul prezzo è meglio considerarlo neutro piuttosto che rialzista o ribassista.