Il fallimento del Clarity Act mantiene in vigore i premi delle stablecoin

Il fallimento del voto procedurale del Senato statunitense sul Clarity Act riduce la probabilità di un quadro federale per il mercato delle criptovalute nel breve periodo. Gli analisti di Bernstein si aspettano che la SEC e la CFTC accelerino l’elaborazione di norme sulla classificazione dei token, sulla DeFi e sulle tutele per l’autocustodia, sulle azioni tokenizzate, sui futures perpetui basati su asset del mondo reale e sui contratti perpetui su singole azioni. Un nuovo voto del Senato appare improbabile a causa del tempo legislativo limitato e delle controversie sulle disposizioni etiche del disegno di legge. La SEC ha già proposto esenzioni che potrebbero consentire ad alcune società crypto di emettere fino a 5 milioni di dollari in token nell’arco di quattro anni o fino a 75 milioni di dollari in 12 mesi. Il presidente della SEC, Paul Atkins, ha inoltre indicato che l’agenzia potrebbe emanare norme sugli asset digitali se il Congresso non intervenisse. Il fallimento del Clarity Act lascia invariato l’attuale quadro relativo alle ricompense sulle stablecoin. Secondo quanto riferito, un compromesso avrebbe vietato le ricompense sui saldi di stablecoin inattivi e collegato i pagamenti all’attività dei clienti. Le piattaforme come Coinbase possono quindi continuare a offrire ricompense sui saldi dormienti secondo le norme attuali. Per i trader di criptovalute, il fallimento del Clarity Act crea incertezza normativa nel breve periodo e potrebbe favorire le piattaforme che dipendono dagli incentivi sulle stablecoin. Un’elaborazione più rapida delle norme da parte di SEC e CFTC potrebbe migliorare la chiarezza del mercato nel lungo periodo, ma l’impatto sui prezzi dei token dipenderà dal trattamento definitivo della DeFi, dalla classificazione dei token e dai derivati sulle criptovalute.
Neutral
È improbabile che il fallimento del voto sul Clarity Act crei un catalizzatore diretto e immediato per il prezzo di una specifica criptovaluta, poiché la legge non istituisce un nuovo token né modifica i fondamentali di un importante criptoasset. Nel breve termine, il rinvio potrebbe aumentare l'incertezza normativa e incoraggiare la riduzione del rischio, soprattutto tra i trader concentrati sulla DeFi e sui derivati crypto. Il quadro invariato per le ricompense delle stablecoin potrebbe sostenere le piattaforme che utilizzano incentivi in stablecoin, ma il beneficio è indiretto e non si traduce necessariamente in rialzi generalizzati dei prezzi delle criptovalute. Coinbase potrebbe mantenere una maggiore flessibilità nei propri prodotti di ricompensa, sebbene permangano rischi normativi specifici della piattaforma. Nel lungo termine, un'elaborazione più rapida delle norme da parte di SEC e CFTC potrebbe migliorare la fiducia del mercato se le agenzie fornissero regole chiare sulla classificazione dei token, sull'autocustodia, sulla DeFi e sui derivati. Una regolamentazione più chiara ha storicamente contribuito a ridurre l'incertezza, ma norme restrittive potrebbero invece mettere sotto pressione i token interessati e le attività correlate. Poiché l'orientamento politico e le norme definitive restano incerti, l'impatto complessivo sui prezzi è meglio classificato come neutrale.