Aumenta l’incertezza sulla legge CLARITY dopo la conquista del Congresso da parte dei democratici

Il controllo democratico di entrambe le camere potrebbe ritardare il CLARITY Act e prolungare l’incertezza sulla regolamentazione delle criptovalute negli Stati Uniti. In precedenza, Jaret Seiberg, analista di TD Cowen, aveva avvertito che una conquista democratica del Congresso avrebbe potuto bloccare il disegno di legge fino a due anni. Il CLARITY Act è stato approvato dalla Camera dei rappresentanti con 294 voti favorevoli e 134 contrari nel luglio 2025, ma a settembre è fallito un voto procedurale al Senato. Secondo quanto riferito, una successiva bozza riveduta conteneva 126 modifiche sostanziali, ma anche un voto nel settembre 2026 è fallito, con 49 voti contro 50. Un Congresso a guida democratica potrebbe dare priorità alla tutela degli investitori, alla trasparenza e alle norme etiche, e potrebbe riaprire i negoziati. Gli ostacoli restano le procedure parlamentari del Senato e il potere di veto del presidente; le elezioni non modificano automaticamente le leggi vigenti né le competenze delle agenzie. Una sessione di fine mandato era stata considerata una possibile occasione per approvare la legge prima dell’insediamento del nuovo Congresso. Il bitcoin ha scambiato intorno ai 77.500 dollari il giorno delle elezioni, dopo essere brevemente sceso a 76.300. Nel resoconto successivo, ha toccato un minimo delle ultime sei settimane, secondo quanto riferito, prima di recuperare fino a circa 78.070 dollari. Anche i deflussi dagli ETF, i timori per la sicurezza e la debolezza più generale degli asset rischiosi hanno influenzato il sentiment; i movimenti dei prezzi, quindi, non possono essere attribuiti soltanto alla regolamentazione. Per i trader, il ritardo nei progressi del CLARITY Act potrebbe prolungare l’incertezza e pesare sui piani d’investimento, mentre un quadro normativo duraturo e sostenuto da entrambi gli schieramenti potrebbe migliorare la chiarezza regolamentare nel lungo periodo.
Bearish
Le notizie sono moderatamente ribassiste per Bitcoin, perché lo stallo legislativo e un quadro normativo meno prevedibile potrebbero scoraggiare gli investimenti e aumentare l’avversione al rischio nel breve periodo. Gli operatori potrebbero reagire alla prospettiva di un’incertezza prolungata riducendo la propria esposizione, anche se i movimenti di prezzo segnalati hanno coinciso anche con deflussi dagli ETF, preoccupazioni per la sicurezza e debolezza degli altri asset rischiosi. La regolamentazione è quindi solo uno dei diversi possibili fattori, non una spiegazione chiara dei movimenti di Bitcoin. Nel lungo periodo, un quadro normativo bipartisan potrebbe ridurre l’incertezza e sostenere la fiducia del mercato, ma il fallimento delle votazioni e la possibilità di riprendere i negoziati fanno sì che tale beneficio non sia ancora garantito. Nel complesso, l’attuale incertezza politica pesa negativamente su Bitcoin, mentre le condizioni generali del mercato e i futuri progressi legislativi potrebbero modificare le prospettive.