Il divario di prezzo di Bitcoin tra Coinbase e Binance raggiunge il massimo del 2026
Il divario di prezzo del Bitcoin tra Coinbase e Binance ha raggiunto il suo massimo del 2026 il 1º novembre, quando BTC veniva scambiato a un prezzo inferiore su Coinbase dopo aver corretto il valore di USDT rispetto al dollaro statunitense. Il divario si è ampliato dopo che Binance ha sospeso i prelievi il 29 ottobre, in seguito a segnalazioni di trasferimenti non autorizzati da hot wallet per un totale che avrebbe sfiorato i 6,3 miliardi di dollari. Binance ha dichiarato che avrebbe coperto le perdite subite dagli utenti coinvolti e che la sua indagine non aveva rilevato prove di una fuga di chiavi private.
Separatamente, CryptoQuant ha riferito che il Coinbase Premium Index è sceso allo 0,27% negativo il 29 ottobre, il livello più basso da novembre 2022. Tuttavia, il blocco dei prelievi ha limitato l’arbitraggio tra exchange, rendendo il divario di prezzo del Bitcoin una misura meno affidabile della domanda spot negli Stati Uniti. Binance ha iniziato a ripristinare i prelievi gradualmente il 1º novembre, includendo BTC, ETH e alcune stablecoin. La ripresa dei trasferimenti potrebbe contribuire a ridurre il divario, anche se ritardi, commissioni e condizioni di liquidità potrebbero rallentare l’adeguamento.
Neutral
Il divario di prezzo, da solo, non è un chiaro segnale rialzista né ribassista per Bitcoin. Lo sconto di Coinbase e il Coinbase Premium Index negativo potrebbero indicare un minore interesse all’acquisto negli Stati Uniti, ma la sospensione dei prelievi ha interrotto l’arbitraggio e limitato l’affidabilità con cui lo spread riflette la domanda sottostante. La ripresa graduale dei prelievi su Binance potrebbe consentire la ripartenza dei trasferimenti e dell’arbitraggio, restringendo potenzialmente il divario senza necessariamente modificare la direzione generale di Bitcoin. Nel breve termine, gli operatori potrebbero monitorare l’accesso ai prelievi, la liquidità e l’eventuale contrazione dello spread; i ritardi o il riemergere di problemi legati agli exchange potrebbero aumentare la volatilità. Nel lungo termine, l’impatto sui prezzi dipenderà più dalla domanda sostenuta sul mercato spot e dalle condizioni generali del mercato che da questa divergenza temporanea e specifica di un exchange.