Dimon rimprovera Armstrong di Coinbase per le ricompense in stablecoin a Davos
Al World Economic Forum di Davos, il CEO di JPMorgan Jamie Dimon ha affrontato pubblicamente il CEO di Coinbase Brian Armstrong durante una conversazione informale, accusando Armstrong di aver mentito sugli sforzi delle banche per bloccare un disegno di legge sulla struttura del mercato negli Stati Uniti che include una controversa disposizione sulle ricompense (rendimento) delle stablecoin. I dirigenti bancari hanno reagito: Brian Moynihan di Bank of America ha detto ad Armstrong “se vuoi essere una banca, sii una banca”, mentre Charlie Scharf di Wells Fargo è rimasto distante. La disputa è seguita alla dichiarazione di Coinbase secondo cui non poteva sostenere il disegno di legge “così com’è”, provocando il rinvio di una votazione nella Commissione Bancaria del Senato; un disegno di legge correlato è avanzato nella Commissione Agricoltura del Senato e dovrà essere riconciliato con la versione della Commissione Bancaria prima di un voto dell’intero Senato. I sostenitori delle criptovalute avvertono che vietare le ricompense delle stablecoin favorirebbe le banche e limiterebbe la concorrenza; le banche e i loro gruppi di lobby si oppongono a consentire rendimento sulle stablecoin. Il responsabile delle politiche di Coinbase ha detto che lo scontro con le banche su questa disposizione non rappresenta una relazione intrinsecamente avversa. Per i trader: lo scontro aumenta l’incertezza normativa sulle stablecoin e la riforma della struttura del mercato — rischi chiave per i prodotti di rendimento supportati da stablecoin e i servizi DeFi. Monitorare: negoziazioni al Senato, sviluppi del lobbying e dichiarazioni pubbliche delle grandi banche e delle aziende crypto; una risoluzione che vieti o limiti severamente le ricompense delle stablecoin probabilmente ridurrebbe le offerte di prodotti di rendimento e metterebbe pressione sui token legati alle stablecoin, mentre un compromesso che permetta rendimenti controllati potrebbe sostenere la crescita della DeFi e dei mercati correlati.
Bearish
La disputa riguarda una scelta politica di alto impatto: se saranno consentiti i rendimenti sulle stablecoin. Ciò influisce direttamente sulla domanda di prodotti a rendimento in stablecoin, sui mercati di prestito DeFi e sui progetti che dipendono dalla liquidità in stablecoin. L'incertezza del mercato è elevata perché il processo al Senato non è risolto e il lobbying è intenso. A breve termine, l'incertezza e i titoli negativi (scontri pubblici tra leader bancari e crypto) tendono a deprimere l'appetito per il rischio e potrebbero scatenare deflussi dai prodotti a rendimento mentre i trader riducono il rischio, esercitando pressione al ribasso sui token legati alle stablecoin e sui token delle piattaforme di rendimento. A medio termine, se i legislatori vietano o limitano pesantemente le ricompense sulle stablecoin, l'offerta di on-ramp regolamentati e di prodotti a rendimento si ridurrebbe, diminuendo le prospettive di ricavo per le piattaforme che monetizzano tali rendimenti e portando a una pressione prolungata al ribasso sui prezzi dei token correlati. Al contrario, un compromesso che permetta rendimenti controllati sarebbe costruttivo, ma data l'attuale resistenza delle grandi banche e la complessità politica, l'esito più probabile nel breve termine è il proseguimento delle restrizioni regolamentari e la pressione al ribasso—da qui la classificazione ribassista.