Coinbase: La maggior parte delle istituzioni ritiene che Bitcoin sia sottovalutato e comprerà al ribasso

Un sondaggio di Coinbase tra investitori professionali rileva che circa il 70–71% degli intervistati istituzionali considera Bitcoin sottovalutato nella fascia 85.000–95.000 dollari; solo circa il 4% pensa che sia sopravvalutato. Tra gli investitori indipendenti, il 60% vede BTC come sottovalutato. Se i prezzi dovessero scendere di un altro 10%, l'80% delle istituzioni manterrebbe o aumenterebbe le allocazioni e circa il 60% ha incrementato le posizioni dal picco di ottobre. Più della metà delle istituzioni afferma che il mercato rimane in una fase di ribasso/accumulazione. Coinbase cita tensioni geopolitiche, rischi sul mercato energetico e il deleveraging di ottobre come pressioni al ribasso recenti, ma nota dati macro statunitensi relativamente stabili (inflazione al consumo ~2,7% a dicembre; PIL reale del quarto trimestre 2025 >5%) e la sua aspettativa di tagli ai tassi della Federal Reserve nel 2026 — fattori che potrebbero sostenere gli asset rischiosi e una rinnovata domanda di crypto. Il rapporto menziona anche che Coinbase ha formato un team indipendente per studiare i rischi del calcolo quantistico per la sicurezza degli asset digitali. Principali indicazioni per i trader: forte convinzione istituzionale a comprare il ribasso, bassa pressione di vendita prevista tra le istituzioni e condizioni macro e politiche che potrebbero riportare flussi verso Bitcoin. Parole chiave principali: Bitcoin, prezzo BTC, investitori istituzionali, comprare il ribasso, tagli della Fed.
Bullish
Il sondaggio indica una forte domanda istituzionale: circa il 70% ritiene che Bitcoin sia sottovalutato e l'80% manterrebbe o aumenterebbe le allocazioni in caso di un ulteriore calo del 10%. Ciò implica una pressione di vendita immediata limitata da parte delle istituzioni e un probabile aumento del supporto di acquisto durante i ribassi, il che è direttamente rialzista per la dinamica del prezzo di BTC. La maggioranza ritiene che il mercato sia ancora in una fase di bear/accumulazione, a sostegno della narrativa che le istituzioni stanno accumulando piuttosto che uscire. Il contesto macro — inflazione relativamente stabile e PIL robusto più i previsti tagli dei tassi della Fed nel 2026 — aumenta ulteriormente la probabilità che il capitale ritorni verso gli asset rischiosi, incluso Bitcoin, fornendo venti favorevoli a medio termine. Nel breve termine la volatilità potrebbe persistere a causa di rischi geopolitici e deleveraging pregressi, quindi i trader dovrebbero aspettarsi ritracciamenti episodici, ma il bias direzionale netto derivante dai flussi istituzionali e dai cambiamenti di politica macro favorevoli è positivo per BTC.