Coinbase delude negli utili del Q2 mentre il volume degli scambi di crypto cala
I risultati del secondo trimestre di Coinbase hanno mancato le aspettative, riflettendo un’attività di trading di criptovalute più debole. Lo scambio ha riportato 1,22 miliardi di dollari di ricavi (−14% trimestre su trimestre) e una perdita netta di 359 milioni, contro i 1,29 miliardi attesi, facendo scendere le azioni di circa il 5% dopo la chiusura.
La pressione principale è arrivata dai volumi di trading spot, scesi di oltre il 20% rispetto al trimestre precedente, mentre i prezzi delle crypto si ammorbidivano e la volatilità toccava minimi pluriennali. I ricavi da transazioni sono stati 599 milioni, sotto i 628 milioni previsti. I ricavi da abbonamenti e servizi sono stati 555 milioni, leggermente sotto la guidance: i closing degli accordi commerciali legati a USDC hanno richiesto più tempo del previsto e i prezzi più bassi degli asset cripto hanno ridotto i ricavi dallo staking.
Restano comunque punti positivi: i ricavi delle stablecoin sono aumentati a 292 milioni e la quantità media di USDC detenuta nei prodotti Coinbase ha raggiunto un record di 20 miliardi (oltre il 30% dell’USDC in circolazione a fine trimestre). Coinbase ha anche indicato che l’88% dei ricavi netti proveniva da fonti non-Bitcoin nel trading spot e che la quota di mercato nel trading ha raggiunto un record del 10,3% tra spot e derivati.
Per il terzo trimestre, Coinbase prevede ricavi da transazioni di circa 130 milioni fino al 26 luglio, ricavi da abbonamenti e servizi tra 500 milioni e 580 milioni e spese rettificate tra 980 milioni e 1,08 miliardi. Per i trader, il mancato target di Coinbase nel 2T evidenzia quanto la redditività di un exchange sia sensibile all’andamento del prezzo del BTC, alla liquidità spot e alla domanda di derivati.
Bearish
La mancata performance degli utili di Coinbase nel 2° trimestre è stata determinata principalmente dalla flessione dei volumi spot, che in genere segnala una liquidità spot più debole e una domanda di trading ridotta. Il mercato ha reagito negativamente alla carenza di ricavi e alla perdita netta, con le azioni scese di circa il 5% dopo la chiusura. Sebbene le stablecoin (USDC) e la quota di mercato nel trading siano migliorate, gli elementi della guidance legati a ricavi da transazioni e da abbonamento/servizi dipendono ancora dal prezzo complessivo delle crypto e dall’attività. Nel breve periodo, ciò può esercitare pressione sul sentiment relativo alla crypto beta legata agli exchange e potrebbe coincidere con un minor throughput di trading. Nel lungo periodo, la crescita delle stablecoin potrebbe attenuare gli utili, ma la redditività a breve resta vincolata dalle dinamiche spot legate a BTC e dalla sensibilità ai volumi, mantenendo l’impatto complessivo su COIN ribassista.