Gli utili di Coinbase balzano grazie ai guadagni sulle criptovalute mentre gli scambi rallentano

Coinbase ha registrato un utile netto di 719 milioni di dollari nel terzo trimestre del 2026, in aumento del 66% su base annua, dopo aver interrotto due trimestri consecutivi in perdita. Tuttavia, l’utile in evidenza dipendeva in larga misura da una plusvalenza ante imposte di 715 milioni di dollari derivante dalle sue riserve di criptovalute; l’utile netto rettificato, al netto di tali plusvalenze, è stato di 78 milioni di dollari. I ricavi sono diminuiti del 35%, a 1,216 miliardi di dollari; l’utile operativo è crollato dell’87%, a 61,7 milioni, e i ricavi da trading sono scesi del 44%, a 590 milioni, con l’indebolimento dei volumi spot e il calo degli utenti attivi mensili da 9,3 milioni a 7,4 milioni. I ricavi da abbonamenti e servizi sono diminuiti del 20%, a 570 milioni di dollari, pur rappresentando una quota maggiore dei ricavi complessivi. I proventi legati a USDC si sono dimostrati relativamente resilienti: la quantità media di USDC detenuta sui prodotti Coinbase ha raggiunto il record di 22 miliardi di dollari, ma i tassi d’interesse più bassi hanno pesato sui rendimenti. Coinbase ha inoltre dichiarato che i mercati di previsione hanno superato i 200 milioni di dollari di ricavi annualizzati, che l’EBITDA rettificato è aumentato del 60% rispetto al trimestre precedente, a 333 milioni, e che ha ridotto di 100 milioni di dollari la previsione delle spese rettificate per il 2026. La documentazione depositata ha rivelato piani di vendita di azioni ai sensi della Rule 10b5-1 che riguardano fino a 13,59 milioni di titoli per l’amministratore delegato Brian Armstrong, il cofondatore Fred Ehrsam e la presidente Emilie Choi. I piani prevedono condizioni di prezzo e finestre di esecuzione future, quindi non indicano vendite immediate, ma la loro entità potrebbe preoccupare gli investitori. Dopo la pubblicazione dei risultati, le azioni Coinbase sono scese di circa il 4,8% nelle contrattazioni pre-market; un resoconto precedente aveva segnalato un calo giornaliero dell’1,1%. Per chi opera in criptovalute, i risultati di Coinbase sottolineano l’esposizione dell’azienda ai prezzi delle criptovalute e all’attività di trading, evidenziando al contempo il ruolo crescente dei ricavi da stablecoin.
Neutral
I risultati non rappresentano un catalizzatore diretto per il prezzo di Bitcoin, quindi il segnale di mercato per BTC è da classificare come neutrale. Nel breve termine, il calo dei ricavi di Coinbase derivanti dalle attività di trading e il minor numero di utenti attivi potrebbero rafforzare i timori di una minore attività nel mercato delle criptovalute. Tuttavia, il forte guadagno sulle riserve in criptovalute di Coinbase riflette l’esposizione ai prezzi degli asset, non una previsione chiara su Bitcoin, e il calo riportato del prezzo delle azioni riguarda il titolo Coinbase, non BTC in sé. Nel lungo termine, i risultati di Coinbase mostrano come l’attività degli exchange, le valutazioni delle criptovalute e i ricavi dalle stablecoin possano influenzare il sentiment degli investitori, ma non indicano una direzione precisa per il prezzo di Bitcoin. I trader possono monitorare i volumi spot, l’andamento del prezzo di BTC e i saldi di USDC per avere segnali più chiari sulla direzione del mercato.