I premi in USDC restano sotto la lente d’ingrandimento dell’OCC
Il programma di ricompense in USDC di Coinbase è ancora disponibile, per ora, ma il suo futuro è incerto dopo che l’Office of the Comptroller of the Currency (OCC) degli Stati Uniti ha approvato una norma sulle stablecoin il 21 ottobre. La norma, che entrerà in vigore il 18 gennaio 2027, vieta agli emittenti di stablecoin di pagare interessi per il semplice fatto di detenere una stablecoin, ma prevede che i programmi di ricompense offerti dagli intermediari siano valutati caso per caso. Non concede al programma di Coinbase un porto sicuro né lo esenta in quanto già esistente.
Coinbase riconosce ai membri idonei di Coinbase One un rendimento annuo del 3,75% sugli USDC. La società finanzia direttamente le ricompense e, al contempo, condivide gli interessi che Circle ricava dalle riserve di USDC. Le banche sostengono che tali pagamenti possano aggirare il divieto previsto dal GENIUS Act, mentre Coinbase li definisce un programma fedeltà. L’approccio dell’OCC è meno restrittivo di quanto auspicassero le banche, quindi le ricompense in USDC possono continuare per ora, anche se le autorità di regolamentazione potrebbero comunque contestare il meccanismo.
La questione è rilevante per gli investitori di Coinbase: nel secondo trimestre del 2026 i ricavi derivanti dalle stablecoin sono stati pari a 292,1 milioni di dollari, circa un quarto dei ricavi netti della società. L’articolo non quantifica quale quota di questi ricavi dipenda dagli USDC che danno diritto alle ricompense. Una decisione di porre fine al programma di ricompense in USDC potrebbe quindi incidere sia sugli incentivi per i clienti sia sull’attività di Coinbase legata alle stablecoin.
Neutral
La norma definitiva dell’OCC è meno restrittiva di quanto richiesto dalle banche, riducendo il rischio immediato che Coinbase interrompa i premi in USDC e favorendo, per ora, la continuità. Ciò potrebbe contribuire a preservare nel breve termine gli incentivi per i clienti di Coinbase e l’attività di USDC. Tuttavia, la norma non prevede alcun porto sicuro: l’OCC valuterà i programmi singolarmente, lasciando i premi esposti a futuri controlli normativi. Questa incertezza rappresenta un possibile fattore di pressione per Coinbase, i cui ricavi dalle stablecoin nel secondo trimestre del 2026 sono stati pari a 292,1 milioni di dollari, circa un quarto dei ricavi netti.
Per i mercati delle criptovalute, è probabile che l’impatto diretto si concentri sulla domanda di USDC, sulle prospettive commerciali di Coinbase e sul sentiment riguardo alla regolamentazione statunitense delle stablecoin, più che su cambiamenti generalizzati per Bitcoin o altri asset principali. I trader potrebbero seguire le indicazioni dell’OCC, le azioni di enforcement e gli sviluppi del CLARITY Act. Come nelle precedenti controversie normative sui prodotti cripto, l’incertezza può provocare volatilità a breve termine nelle società e nei token interessati, anche prima che le norme cambino. Nel lungo periodo, una decisione contraria ai premi potrebbe indebolire gli incentivi offerti dagli exchange e spostare i flussi delle stablecoin; al contrario, autorizzare i programmi che soddisfano i requisiti potrebbe favorire la concorrenza e l’adozione. L’articolo non fornisce prove di un cambiamento immediato del peg di USDC o della liquidità di mercato, pertanto è giustificata una valutazione complessiva neutrale.