Flaw del firmware Coldcard: furto di 100M+ BTC confermato, possibile quarta ondata

Galaxy Research afferma che le frodi legate a una vulnerabilità nel firmware di Coldcard sono ora confermate per 1.596 BTC (circa 100M+ USD) sottratti da circa 7.300 indirizzi in tre grandi ondate di attacco e in 14 incidenti più piccoli. È possibile una presunta quarta ondata con confidenza medio-alta, che potrebbe portare le perdite totali a 2.055 BTC (circa 130M USD). Galaxy ha tenuto la quarta ondata fuori dai totali “confermati” perché le vittime non hanno ancora risposto; finora 73 vittime hanno contattato la società e hanno aiutato a verificare le prime tre ondate. On-chain, circa il 90% dei bitcoin rubati non si è mosso. Gli indirizzi di attaccanti e vittime sono stati condivisi con le forze dell’ordine federali statunitensi, con gli exchange e con investigatori di cyber-sicurezza, mentre si descrivono attività di “sweep” ancora in corso. Galaxy collega l’episodio a un errore di build del firmware di Coldcard risalente a marzo 2021: una configurazione ha saltato il generatore di numeri casuali hardware del dispositivo e la generazione delle chiavi è ricaduta su un sostituto software seminato con dati di serie del chip e del timer. Un firmware corretto è stato rilasciato il 31 luglio, ma non può riparare i seed già generati con la configurazione vulnerabile. Per i trader, l’impatto immediato sul mercato per BTC è probabilmente limitato, ma le notizie sulla vulnerabilità del firmware di Coldcard possono influire temporaneamente sul sentiment di rischio verso la self-custody. L’implicazione di lungo periodo è un’attenzione maggiore alla sicurezza operativa, soprattutto per gli utenti che hanno rimandato gli aggiornamenti del firmware Coldcard dopo l’emergere della vulnerabilità.
Neutral
Questo è principalmente un incidente legato a un hardware wallet in self-custody. Sebbene la falla del firmware Coldcard confermata, legata al furto, ora superi i 100 milioni di dollari e una possibile 4a ondata possa portare le perdite a circa 130 milioni, Galaxy nota che circa il 90% dei BTC rubati non si è ancora mosso. Questo riduce la pressione di vendita immediata sugli exchange derivante da questo specifico hack. Breve termine: i trader potrebbero osservare un temporaneo sentiment di risk-off legato a notizie sulla self-custody e sulla sicurezza, ma l’impatto sul prezzo di BTC è probabilmente contenuto senza evidenze di una distribuzione ampia e imminente verso sedi di liquidità. Lungo termine: l’attenzione all’operational security potrebbe spingere più utenti ad aggiornare il firmware o migrare le seed, ma si tratta più di un cambiamento comportamentale strutturale che di uno shock diretto della domanda di BTC. Nel complesso, il flusso informativo suscita preoccupazione, ma non si traduce in modo chiaro in fondamentali ribassisti di BTC nel breve periodo.