La carenza di rame e l’aumento dei costi dei progetti dominano le prospettive del settore minerario

I vincoli dell’offerta di rame e l’aumento dei costi delle nuove miniere sono stati temi centrali alla Global Metals and Mining Conference di Goldman Sachs, tenutasi a Londra il 21 ottobre 2026. I relatori hanno affermato che, dei 3 milioni di tonnellate di crescita dell’offerta di rame previsti per il 2025-26, se ne sono concretizzati soltanto circa 700.000, mentre oltre 1,5 milioni di tonnellate sono confluiti nelle scorte statunitensi a causa dell’accumulo legato ai dazi. Tra gli ostacoli alla nuova offerta hanno citato il calo dei tenori del minerale, i lunghi tempi per ottenere le autorizzazioni e costi di capitale per i progetti greenfield superiori a 30.000 dollari per tonnellata. I dirigenti di First Quantum, Lundin Mining, Teck Resources, Antofagasta, Freeport-McMoRan e Ivanhoe Mines hanno illustrato piani per aumentare la produzione soprattutto sfruttando gli asset esistenti, le partnership e la tecnologia. First Quantum ha dichiarato che un’eventuale ripresa delle attività a Cobre Panamá resta subordinata a un accordo formale; sta portando avanti Taca Taca, ma lega la decisione finale d’investimento a una maggiore capacità finanziaria. Lundin punta a decidere entro fine anno sulla prima fase di Vicuna, i cui costi di capitale sono ancora in fase di revisione. Teck ha sottolineato il potenziale di crescita derivante dall’integrazione di Quebrada Blanca e Collahuasi, mentre Antofagasta prevede che l’espansione di Centinela raggiunga la piena capacità nel 2028. Freeport sta sperimentando tecnologie di lisciviazione per aumentare la produzione degli impianti esistenti. Ivanhoe sta rivedendo il piano minerario di Kamoa-Kakula dopo le interruzioni e mantiene un obiettivo di produzione a lungo termine superiore a 500.000 tonnellate di rame all’anno. Nel complesso, i dirigenti hanno affermato che a rendere teso il mercato del rame è la scarsità di offerta difficile da sviluppare, non semplicemente una maggiore domanda degli utilizzatori finali. Per gli operatori, le prospettive indicano un sostegno persistente ai prezzi dal lato dell’offerta, ma i ritardi dei progetti, i rischi operativi e le variazioni delle scorte potrebbero generare volatilità.
Neutral
I commenti della conferenza sono strutturalmente favorevoli ai prezzi del rame: la crescita prevista dell’offerta è stata nettamente inferiore alle attese, le scorte si stanno muovendo in modo disomogeneo tra le diverse regioni e i nuovi progetti devono fare i conti con costi elevati, ritardi nelle autorizzazioni e rischi di esecuzione. Queste condizioni possono sostenere un premio per il rischio di offerta e indurre gli operatori ad acquistare sui ribassi quando si verificano interruzioni. Tuttavia, si tratta di una raccolta di prospettive aziendali, non di un nuovo shock dell’offerta confermato né di una revisione coordinata delle indicazioni sulla produzione. Diversi progetti sono ancora in fase di sviluppo e gli ampliamenti o i miglioramenti tecnologici potrebbero accrescere l’offerta nel tempo. I prezzi del rame risentiranno anche di fattori più ampi, come la domanda cinese, la crescita globale, il dollaro statunitense e i dati sulle scorte. Nel breve termine, la conferenza potrebbe rafforzare il posizionamento rialzista, ma difficilmente sarà sufficiente, da sola, a determinare la direzione del mercato; le tappe fondamentali specifiche delle singole aziende e le interruzioni nelle miniere potrebbero aumentare la volatilità. Nel lungo termine, una pipeline limitata di progetti e il lento sviluppo delle miniere sostengono uno scenario di mercato più teso, mentre il successo degli ampliamenti di impianti esistenti e delle riattivazioni potrebbe attenuare tale prospettiva. Poiché la notizia si limita soprattutto a ribadire temi noti del settore e non offre un catalizzatore diretto per gli asset crypto, il suo impatto complessivo sul mercato delle criptovalute è neutrale.