Il boom di CoreWeave è messo a dura prova dai debiti e dai rischi legati alle GPU
I grandi contratti di CoreWeave per la capacità di calcolo destinata all’IA non hanno attenuato le preoccupazioni sul suo debito e sul modello di finanziamento. Alla fine del secondo trimestre del 2026, la società ha comunicato un portafoglio di ricavi futuri pari a 104 miliardi di dollari, sostenuto in larga misura da accordi «take-or-pay», e ha ottenuto altri 25 miliardi di dollari di impegni nelle prime settimane del terzo trimestre. Ha inoltre aumentato di circa il 25% i prezzi del noleggio delle GPU.
Il bilancio di CoreWeave è però fortemente indebitato: la società aveva circa 35,1 miliardi di dollari di debito e 16,5 miliardi di dollari di passività per leasing, a fronte di 5 miliardi di dollari di patrimonio netto. Nel secondo trimestre il margine EBITDA rettificato era del 59%, ma gli oneri finanziari netti, pari a 640 milioni di dollari, hanno superato l’utile operativo rettificato di 128 milioni di dollari, contribuendo a una perdita netta di 626 milioni di dollari. La società aveva inoltre 11,9 miliardi di dollari di strutture informatiche in costruzione che non avevano ancora iniziato a generare ricavi.
Gli investitori hanno chiesto una remunerazione più elevata per il rischio. Lo spread dei CDS a cinque anni di CoreWeave è passato da 848 punti base il 7 ottobre a 1.168 punti base il 14 ottobre, mentre le azioni della società sono scese. L’articolo sottolinea inoltre l’incertezza sui ricavi che le GPU più datate potranno generare alla scadenza dei contratti con i clienti, poiché chip più recenti e una maggiore offerta potrebbero mettere sotto pressione i prezzi di noleggio.
La notizia non ha un catalizzatore diretto legato alle criptovalute, ma mette in evidenza i più ampi rischi di finanziamento delle infrastrutture per l’IA e la loro sensibilità ai tassi d’interesse. Queste preoccupazioni potrebbero frenare la propensione al rischio nei mercati tecnologici e delle criptovalute. Ornn sostiene che i futures sulle GPU potrebbero aiutare finanziatori, fornitori di servizi cloud e clienti a definire i prezzi e coprire i costi futuri di calcolo, e prevede di portare su ICE contratti H100 e B200.
Bearish
L’impatto diretto sul mercato delle criptovalute è limitato: l’articolo riguarda CoreWeave e le infrastrutture informatiche per l’IA, non un progetto di criptovaluta o blockchain. Il segnale più ampio è di avversione al rischio. L’elevato indebitamento di CoreWeave, l’aumento degli spread dei credit default swap, gli ingenti costi per interessi e l’incertezza sul valore di rivendita e noleggio delle GPU indicano condizioni di finanziamento più rigide per una componente importante degli investimenti nell’IA. Se gli investitori reagissero riducendo l’esposizione agli asset di crescita e tecnologici, le criptovalute — spesso considerate asset ad alto rischio — potrebbero subire pressioni nel breve periodo, soprattutto se i rendimenti obbligazionari restassero elevati o la volatilità aumentasse. In passato, analoghi spostamenti verso tassi più alti e spread creditizi più ampi hanno spesso indotto i trader a ridurre la leva finanziaria e l’esposizione agli asset speculativi. Nel lungo periodo, una minore fiducia nell’economia delle infrastrutture per l’IA potrebbe attenuare l’entusiasmo per i token legati all’IA e altre narrazioni ad alta beta, mentre un mercato funzionante dei futures sulle GPU potrebbe migliorare la formazione dei prezzi e la copertura dei rischi. Questo potenziale beneficio resta una prospettiva e non elimina i rischi di bilancio di CoreWeave. La classificazione ribassista riflette quindi rischi indiretti legati al sentiment e alla liquidità, non un catalizzatore negativo diretto per i fondamentali delle criptovalute.