Riprendono i colloqui sui rendimenti della stablecoin Clarity mentre le banche fanno pressione
Le trattative negli Stati Uniti sulla “Clarity Act” riguardanti il rendimento delle stablecoin sarebbero riprese, con addetti ai lavori che suggeriscono che una svolta potrebbe arrivare questo mese. È previsto un prossimo rapporto della Casa Bianca con un orientamento pro-crypto; il consigliere Patrick Witt sostiene che i programmi di ricompense sulle stablecoin completamente garantite non minacciano i modelli di business bancari.
Tuttavia i gruppi di pressione bancari resistono. Le banche comunitarie avvertono che stablecoin con rendimento potrebbero sottrarre “miliardi” dai depositi assicurati. Alcune istituzioni di Wall Street definiscono le stablecoin che pagano interesse come “depositi in ombra”, citando un potenziale deflusso fino a circa 500 miliardi di dollari entro il 2028.
I tempi sono importanti per i trader. I calcolatori di probabilità (via Coingape) collocano la possibilità di approvazione della Clarity Act nel 2026 intorno al 64%, in aumento rispetto a febbraio. Bozze precedenti sostenute dai senatori Thom Tillis e Angela Alsobrooks hanno incontrato l'opposizione di Coinbase e Stripe. Paul Grewal di Coinbase ha detto che un accordo sul rendimento delle stablecoin è “molto vicino”, ma il testo del 23 marzo vieta il rendimento passivo sui saldi di stablecoin e consente solo ricompense strettamente legate ad attività definite.
Se vengono definite le regole sul rendimento delle stablecoin, è probabile che i legislatori si muovano più avanti quest'anno su questioni relative a DeFi e tokenizzazione, incluso se i token siano trattati come titoli o commodity. Per i mercati, USD Coin rimane centrale nei pagamenti e nelle strategie di rendimento on-chain, quindi la chiarezza normativa potrebbe spostare la domanda negli USA e l'appetito per il rischio a breve termine.
Neutral
Le notizie sono contrastanti sulla direzione del prezzo. Da un lato, una nuova strada verso un compromesso sui rendimenti delle stablecoin e un possibile rapporto della Casa Bianca favorevole alle criptovalute possono sostenere i flussi legati alle stablecoin—soprattutto se le regole consentono solamente ricompense limitate e basate sull'attività. Dall'altro lato, la forte opposizione delle banche e la tensione chiave irrisolta (il divieto di rendimento passivo sui saldi) aumentano la probabilità di esiti incrementali, non pienamente favorevoli al mercato.
Nel breve termine, l'attenzione dei trader probabilmente rimarrà sui titoli politici e sulle probabilità (con le probabilità di approvazione nel 2026 in aumento), il che può aumentare la volatilità attorno alla domanda di stablecoin e alle strategie di rendimento on-chain. Nel lungo termine, il più ampio spostamento verso la tokenizzazione DeFi e la classificazione come titoli/commodities potrebbe contare più di questa prima eccezione sul rendimento delle stablecoin. In sintesi, dato che il testo finale sul rendimento delle stablecoin è ancora soggetto a modifiche e la reazione delle banche resta significativa, l'impatto probabile sulla moneta stessa (USDC) è meglio descritto come neutro piuttosto che chiaramente rialzista o ribassista.