Quasi il 47% delle nuove imprese rafforza la conformità cripto entro il 2026 mentre MiCA innalza gli standard
Un rapporto di Chainalysis afferma che la conformità nel settore crypto si sta stringendo rapidamente. Entro il 2026, quasi il 47% delle nuove società crypto dovrebbe adottare gli standard di conformità più rigidi al momento del lancio, rispetto a circa il 10% nel 2020–2021. Dal 2023, una conformità crypto più rigorosa è diventata la norma.
Tuttavia, il rapporto evidenzia un punto cieco persistente: il monitoraggio indiretto di fondi sospetti che si muovono attraverso transazioni di wallet collegate e a più passaggi. Chainalysis avverte che questo può lasciare spazi agli attori illeciti anche con il miglioramento del monitoraggio diretto.
Il divario di monitoraggio è visibile anche nelle soglie di allerta. Le banche tipicamente segnalano transazioni superiori a circa 150 USD, mentre gli exchange crypto si attestano in media vicino a 950 USD, riflettendo la storia più lunga della banca nella sorveglianza AML rispetto alla standardizzazione ancora in corso nel crypto. La regolamentazione è un fattore chiave, con il regolamento europeo MiCA (entrato in vigore nel 2024) che spinge a un controllo secondario più coerente, mentre l’Asia-Pacifico rimane più frammentata.
I dati sul rischio sottolineano l’urgenza: Chainalysis stima che gli hacker collegati alla Corea del Nord potrebbero rubare circa 2 miliardi di USD nel 2025, e TRM Labs riporta che i volumi di transazioni illecite in crypto sono aumentati del 145% fino a 158 miliardi di USD. Per i trader, questa tendenza potrebbe aumentare i costi di exchange e di onboarding e modellare ulteriormente la sorveglianza e i flussi di capitale. Nel complesso, la conformità crypto rimane un tema di mercato a breve termine.
Neutral
Questa notizia riguarda principalmente un inasprimento della sorveglianza e della conformità nei processi di onboarding (ad es., maggiore partecipazione a controlli “gold-standard”, supervisione guidata da MiCA e soglie di allerta più rigide). Ciò può influire sui costi operativi degli exchange, sugli strumenti e sull’instradamento del capitale, ma non segnala direttamente uno shock di offerta/domanda su un token specifico. Nel breve termine può influenzare il sentiment verso exchange/mercati regolamentati e aumentare l’attrito operativo; nel lungo termine, un monitoraggio migliorato potrebbe ridurre marginalmente il rischio sistemico derivante dai flussi illeciti. L’effetto netto sul prezzo di qualsiasi criptovaluta è probabilmente neutro piuttosto che chiaramente rialzista o ribassista.