I market maker delle criptovalute si confrontano con problemi di fiducia e lacune normative

I market maker nel settore delle criptovalute stanno affrontando una crisi di fiducia perché mancano standard chiari che definiscano una legittima attività di market making. Alcune società usano questa etichetta per mascherare la manipolazione dei prezzi o la generazione artificiale di volumi di scambio, alimentando la diffidenza dei trader nei confronti dei market maker. Queste pratiche sono diverse dal vero market making, che fornisce liquidità tramite quotazioni su entrambi i lati del mercato e può contribuire al suo regolare funzionamento. A differenza dei mercati azionari tradizionali, quelli delle criptovalute spesso non dispongono di contratti trasparenti, requisiti di accesso e obblighi definiti per i market maker. Gli accordi non pubblicati tra gli emittenti di token e le società di trading, insieme al fatto che gli exchange assumano essi stessi ruoli di market maker, aumentano le preoccupazioni. L’articolo osserva che inserire ordini usando fondi propri non è di per sé illegale e che modificare o cancellare spesso gli ordini può rientrare nella normale gestione del rischio. Un caso sudcoreano mostra i rischi derivanti da regole poco chiare: nel 2021 le autorità di regolamentazione proposero inizialmente sanzioni per un totale di 48,7 miliardi di won (circa 35 milioni di dollari) nei confronti di nove società di intermediazione mobiliare per i loro ordini di market making. Nel 2022 le autorità conclusero che le società non avevano agito illegalmente, dopo un anno in cui i market maker si erano ritirati. L’articolo sostiene che le autorità di regolamentazione delle criptovalute dovrebbero valutare l’effettiva intenzione di negoziare, il rispetto dei contratti e delle norme di gestione del rischio, la presenza di quotazioni sia in acquisto sia in vendita e l’eventuale riduzione del rischio, anziché basarsi soltanto sui tassi di cancellazione. Standard più chiari potrebbero contribuire a ripristinare la fiducia e a sostenere la liquidità del mercato.
Neutral
L’articolo segnala un problema strutturale e sostiene la necessità di regole più chiare; non descrive una nuova azione di enforcement, un cambiamento nei fondamentali dei token né un’immediata variazione della liquidità di mercato. Pertanto, l’effetto diretto atteso sui prezzi complessivi delle criptovalute è neutrale. Nel breve termine, i trader potrebbero continuare a essere cauti riguardo alla liquidità dei token appena quotati o poco scambiati. Il timore che il market making legittimo possa essere scambiato per manipolazione potrebbe inoltre aumentare l’attenzione rivolta alla profondità del book degli ordini, agli spread e alle variazioni improvvise dei volumi di scambio. Se i market maker si ritirassero a causa dell’incertezza normativa, alcuni asset potrebbero registrare spread più ampi, maggiore slippage e movimenti di prezzo più bruschi, anche se l’articolo non dimostra che si stia verificando un ritiro immediato su tutti i mercati delle criptovalute. Nel lungo termine, standard chiari e applicati con coerenza potrebbero distinguere l’effettiva fornitura di liquidità su entrambi i lati del mercato dalle attività manipolative. Ciò potrebbe rafforzare la fiducia, incoraggiare la partecipazione di market maker responsabili e favorire scambi più ordinati. Il caso del mercato mobiliare sudcoreano offre un parallelo istruttivo: inizialmente le autorità di vigilanza proposero sanzioni ingenti, ma in seguito non riscontrarono alcuna violazione, mentre l’attività di market making fu interrotta durante la revisione. Il caso mostra come regole ambigue possano compromettere la liquidità anche quando, alla fine, non si conclude che le società abbiano agito illegalmente. I trader dovrebbero monitorare le indicazioni normative, le comunicazioni degli exchange, gli spread, la profondità del book degli ordini e la qualità dei volumi. L’impatto probabile dipenderà dalla capacità delle future norme di tutelare l’integrità del mercato senza scoraggiare i legittimi fornitori di liquidità.