Il settore crypto spende 176 milioni di dollari, ma gli elettori lo considerano una priorità secondaria

L’industria delle criptovalute ha speso circa 176 milioni di dollari in oltre 100 competizioni elettorali per il rinnovo di metà mandato negli Stati Uniti durante questa tornata elettorale, ma un sondaggio suggerisce che le criptovalute siano una priorità secondaria per gli elettori. Solo il 13% degli americani afferma che è molto o estremamente importante che i candidati sostengano tecnologie come blockchain, criptovalute e finanza decentralizzata (DeFi). Ha riscosso maggiore consenso un messaggio più ampio, volto a mantenere negli Stati Uniti lo sviluppo delle tecnologie finanziarie: il 35% lo ha giudicato molto importante, facendone la posizione politica più apprezzata del sondaggio. Il sostegno a questo messaggio è stato maggiore tra i repubblicani che tra i democratici: 45% contro 30%. Il sondaggio, condotto da Ipsos per il DeFi Education Fund dall’8 al 16 settembre su 1.545 adulti, ha un margine di errore di 2,8 punti percentuali. Dall’esame di Reuters è emerso che i gruppi legati alle criptovalute hanno speso circa 176 milioni di dollari in oltre 100 competizioni elettorali; Fairshake e le sue organizzazioni affiliate hanno contribuito per circa 150,8 milioni fino al 20 ottobre. La campagna politica del settore arriva dopo che il Clarity Act non ha superato un voto cruciale al Senato a settembre. Il sondaggio ha inoltre rilevato che gli elettori sono più concentrati sulla sicurezza finanziaria e sulla libertà di scelta degli investimenti: il 63% vuole che il sistema finanziario venga aggiornato per affrontare minacce come l’intelligenza artificiale e la criminalità informatica, mentre il 49% si oppone all’idea che il governo decida in quali prodotti possano investire.
Neutral
La notizia è neutrale per i prezzi delle criptovalute perché presenta segnali contrastanti, anziché un cambiamento diretto nell’accesso al mercato, nella regolamentazione o nella domanda. I 176 milioni di dollari spesi dal settore durante le elezioni evidenziano il suo tentativo di influenzare la politica statunitense, ma il sondaggio suggerisce che il sostegno esplicito alle criptovalute non è una priorità importante per gli elettori. Questo limita le ragioni per interpretare la spesa, da sola, come un catalizzatore a breve termine per i prezzi dei token. Nel breve termine, i trader potrebbero reagire ai risultati elettorali, alle dichiarazioni dei candidati e agli sviluppi della legislazione sulle criptovalute, ma è improbabile che il sondaggio, di per sé, modifichi in modo sostanziale il posizionamento del mercato. Anche il voto di settembre, fallito, sulla Clarity Act sottolinea la persistente incertezza normativa. I mercati hanno spesso reagito più nettamente a esiti legislativi concreti o a decisioni delle autorità di vigilanza che alle spese elettorali e ai dati dei sondaggi. Nel lungo periodo, l’ampio sostegno al mantenimento negli Stati Uniti dello sviluppo delle tecnologie finanziarie potrebbe incoraggiare i responsabili politici a promuovere un programma di innovazione più ampio, che includa le criptovalute e la DeFi. Tuttavia, il divario tra i partiti e la scarsa priorità attribuita al tema dagli elettori indicano che il sostegno politico potrebbe essere disomogeneo e cambiare in base ai risultati elettorali. I trader dovrebbero quindi seguire i progressi legislativi, l’attività normativa di SEC e CFTC e gli indicatori di rischio più ampi, anziché considerare questo sondaggio un segnale direzionale. Non si rilevano effetti immediati sulla stabilità del mercato.