Smantellata una rete di truffe legate alle criptovalute; chiusi 241 siti

Le autorità statunitensi e internazionali hanno smantellato un’infrastruttura utilizzata per una truffa legata alle criptovalute che prendeva di mira investitori russofoni in tutto il Paese. Nel corso di un’indagine durata tre anni, gli investigatori hanno scoperto che i responsabili usavano annunci su Facebook e false piattaforme d’investimento per convincere le vittime a inviare criptovalute, per poi bloccare i prelievi o chiedere commissioni e tasse aggiuntive. In seguito, alcune vittime sono state contattate da truffatori che si spacciavano per servizi di recupero dei beni e chiedevano altro denaro. Il 14 ottobre, la Procura distrettuale di Brooklyn ha annunciato la chiusura di 112 server e 241 siti web, interrompendo i sistemi utilizzati per gestire la truffa e prendere nuovamente di mira le vittime. Gli investigatori ritengono che la rete abbia sottratto decine di milioni di dollari, mentre finora le autorità hanno sequestrato circa 300.000 dollari. Non sono stati annunciati arresti né rimborsi alle vittime. L’operazione potrebbe rendere più difficile per i responsabili avviare siti sostitutivi o riutilizzare i dati delle vittime, ma non dimostra che i fondi rubati saranno recuperati.
Neutral
I rapporti non menzionano alcuna criptovaluta o token specifico e l’operazione prende di mira presunte infrastrutture di frode, non un cripto-asset né la sua rete. È quindi probabile che l’impatto diretto sul prezzo di una singola criptovaluta sia trascurabile. Nel breve termine, l’annuncio potrebbe attirare l’attenzione sulle frodi legate alle criptovalute e indurre i trader alla prudenza, ma è più probabile che eventuali reazioni incidano sul sentiment anziché sui prezzi. Nel lungo termine, l’interruzione dei siti web e dei server potrebbe rafforzare la fiducia nell’applicazione della legge e nella tutela degli investitori; tuttavia, l’entità delle perdite presunte e i fondi limitati sequestrati potrebbero anche alimentare ulteriori preoccupazioni per le truffe. Nessuno dei due effetti indica una direzione duratura per i prezzi delle criptovalute, perciò è appropriata una valutazione neutrale.