Cuomo sollecita un sostegno bipartisan mentre la legge CLARITY è in stallo

L’ex governatore di New York e membro del consiglio di amministrazione di OKX, Andrew Cuomo, ha esortato le società crypto a sostenere candidati di entrambi i partiti, sostenendo che il supporto bipartisan è necessario per una regolamentazione federale duratura del settore. Ha affermato che fare affidamento soprattutto sulle linee guida delle agenzie può lasciare le imprese esposte all’incertezza normativa dopo le elezioni e che il potenziale delle criptovalute di ampliare l’accesso ai prodotti finanziari può essere in linea con le priorità democratiche. L’appello arriva mentre il CLARITY Act è ancora bloccato al Senato. La Camera ha approvato il disegno di legge nel 2025, con 78 democratici che si sono uniti ai repubblicani, ma il 15 settembre 2026 una votazione procedurale per chiudere il dibattito al Senato è fallita con 49 voti favorevoli e 50 contrari. Il provvedimento chiarirebbe la ripartizione della vigilanza sugli asset digitali tra SEC e CFTC. In precedenza, 18 senatori democratici avevano sostenuto il GENIUS Act. La spesa dei PAC crypto si è orientata verso i repubblicani: secondo Tech Influence Watch, nel ciclo elettorale del 2026 sono stati spesi 54,3 milioni di dollari a sostegno dei repubblicani e 26,2 milioni a sostegno dei democratici, oltre a 23,2 milioni per opporsi ai democratici. Fairshake ha dichiarato di voler sostenere 32 candidati alla Camera a novembre, tra cui 19 repubblicani e 13 democratici. Per trader e società crypto, una legislazione bipartisan potrebbe ridurre l’incertezza su token, exchange e custodia, ma il voto fallito evidenzia le divisioni ancora irrisolte sulla tutela degli investitori e sulle competenze regolatorie. Senza progressi sul CLARITY Act, è probabile che l’impatto sul mercato nel breve periodo resti limitato.
Neutral
La notizia non modifica direttamente i fondamentali né l’offerta di una specifica criptovaluta. L’appello di Cuomo a un sostegno bipartisan e la prospettiva di norme più chiare potrebbero, nel lungo periodo, ridurre l’incertezza normativa per il settore degli asset digitali e rafforzare la fiducia di imprese e investitori. Tuttavia, il mancato raggiungimento della soglia per chiudere il dibattito al Senato, con 49 voti favorevoli e 50 contrari, dimostra che il CLARITY Act resta oggetto di contesa politica; le spese elettorali e gli appelli a un sostegno più ampio, inoltre, non modificano di per sé la legge. Nel breve periodo, è quindi improbabile che i trader considerino queste dichiarazioni un catalizzatore decisivo per i prezzi; è più probabile che i movimenti di mercato dipendano dalle condizioni generali del settore crypto e da eventuali progressi legislativi concreti. L’impatto complessivo sui prezzi è neutrale.