Gli attacchi di prestiti flash costano 1,211 miliardi di dollari alla DeFi, secondo uno studio

Gli attacchi tramite flash loan hanno causato perdite per 1,211 miliardi di dollari nella DeFi in 72 incidenti tra febbraio 2020 e luglio 2024, secondo uno studio dell’Università di Winchester pubblicato sul Journal of Financial Crime. I ricercatori Tim Hall e Remo Stieger hanno analizzato 20,63 miliardi di transazioni su sette blockchain e individuato 254 attacchi DeFi riusciti, che hanno causato perdite complessive pari a 6,568 miliardi di dollari. Gli attacchi con flash loan hanno rappresentato il 18,44% dei danni, mentre oltre l’80% delle perdite si è verificato su Ethereum. I flash loan sono prestiti legittimi e non garantiti che devono essere rimborsati all’interno di una singola transazione. Gli aggressori sfruttano la liquidità temporanea per attaccare smart contract, oracoli dei prezzi, logiche dei protocolli e sistemi di governance. La manipolazione degli oracoli dei prezzi, gli exploit delle funzioni di donazione, la reentrancy e un attacco alla governance hanno causato oltre l’81% delle perdite legate ai flash loan. Gli exploit logici sono diventati sempre più importanti, passando dal 28% delle perdite nel periodo iniziale al 55% entro luglio 2024. I singoli attacchi hanno causato danni compresi tra 80.000 e 197 milioni di dollari, mentre gli incidenti superiori a 10 milioni hanno generato oltre l’88% delle perdite totali. Lo studio ha rilevato che i miglioramenti della sicurezza hanno ridotto parte dell’attività, ma gli attacchi con flash loan sono diventati più sofisticati e imprevedibili. Bunni ha successivamente chiuso nell’ottobre 2025 dopo un exploit legato a un flash loan che ha causato perdite per 8,4 milioni di dollari. Per trader e fornitori di liquidità, i risultati sottolineano la necessità di valutare audit, valore totale bloccato, progettazione degli oracoli, rischi degli smart contract e storico degli exploit di un protocollo. È improbabile che la ricerca crei un catalizzatore diretto per i prezzi, ma potrebbe favorire standard di sicurezza più rigorosi, il monitoraggio on-chain e un maggiore controllo normativo sull’intero settore DeFi.
Neutral
Lo studio non presenta un nuovo exploit che colpisca un token importante, quindi è probabile che il suo impatto immediato sui prezzi delle criptovalute sia limitato. Ethereum presenta la più chiara esposizione al rischio, poiché oltre l’80% delle perdite legate ai flash loan si è verificato sulla rete, ma i risultati, da soli, difficilmente innescheranno vendite prolungate di ETH. Nel breve termine, i trader potrebbero reagire con cautela alle segnalazioni di nuovi exploit, aumentando la volatilità dei token DeFi interessati e riducendo la liquidità nei protocolli vulnerabili. Nel lungo termine, attacchi ripetuti tramite flash loan potrebbero indebolire la fiducia nella DeFi, aumentare il costo del capitale e spingere gli utenti a preferire protocolli con audit più solidi, sistemi oracle trasparenti e un monitoraggio migliore. Al contrario, standard di sicurezza più rigorosi potrebbero sostenere un’infrastruttura DeFi più resiliente. Nel complesso, la ricerca rappresenta un avvertimento sui rischi, non un catalizzatore diretto rialzista o ribassista per i prezzi; pertanto, è appropriata una visione neutrale del mercato.