L’adozione delle criptovalute cresce, ma l’utilizzo attivo e la fiducia restano indietro
Un sondaggio Ipsos ha rilevato che il 22% degli adulti statunitensi ha posseduto o utilizzato criptovalute almeno una volta, rispetto al 18% del 2025. Tuttavia, l’uso attivo delle criptovalute nell’ultimo anno è rimasto al 13%, mentre la quota di chi probabilmente le utilizzerà in futuro è aumentata solo leggermente, dal 16% al 17%. L’aumento della quota di persone che hanno posseduto criptovalute in passato riflette in larga misura il fatto che molte hanno poi smesso di usarle, segno che una maggiore esposizione non si è ancora tradotta in un’adozione duratura.
La fiducia e la familiarità continuano a ostacolare l’adozione delle criptovalute. Solo il 4% ha dichiarato di avere molta fiducia negli exchange di criptovalute e appena il 5% ha espresso un’elevata fiducia nelle piattaforme decentralizzate, a fronte del 42% per le grandi banche e del 48% per le cooperative di credito. Solo il 9% si è detto molto familiare con le criptovalute e il 2% molto familiare con la finanza decentralizzata (DeFi). Ciò nonostante, il 40% ha dichiarato che potrebbe provare la DeFi, anche per risparmiare, ottenere interessi o inviare denaro.
Il sondaggio ha inoltre rilevato che il 63% ritiene che il sistema finanziario debba essere modernizzato per affrontare rischi come la criminalità informatica e l’intelligenza artificiale, e che il 74% attribuisce valore alla riservatezza finanziaria. Tuttavia, il sostegno ai candidati che promuovono l’innovazione finanziaria è sceso dal 35%, quando il tema veniva descritto in termini generali, al 13% quando venivano citati esplicitamente criptovalute, blockchain e DeFi. Per i trader, i risultati indicano un potenziale di crescita futura degli utenti, ma la scarsa fidelizzazione e la poca fiducia nelle piattaforme crypto restano ostacoli. I tassi di utilizzo attivo, l’intenzione di utilizzo futuro e la fiducia sono indicatori chiave da monitorare.
Neutral
Il sondaggio è nel complesso neutrale per i prezzi delle criptovalute, poiché non segnala cambiamenti diretti nella domanda, nei flussi di capitale o nell’attività di mercato. L’aumento della quota di americani che hanno usato criptovalute almeno una volta potrebbe favorire l’adozione nel lungo periodo, ma la percentuale invariata di utenti attivi, pari al 13%, e il lieve incremento dell’intenzione di usarle in futuro suggeriscono che questo potenziale non si sia ancora tradotto in una maggiore domanda attuale. Il fatto che gran parte dell’aumento riguardi ex utenti indica inoltre una difficoltà nel fidelizzare gli utenti.
Nel breve periodo, è improbabile che i trader considerino i risultati del sondaggio, da soli, un forte catalizzatore dei prezzi. La scarsa fiducia negli exchange e nelle piattaforme decentralizzate, la limitata familiarità con le criptovalute e il debole sostegno politico quando queste vengono menzionate esplicitamente potrebbero frenare il sentiment. Nel lungo periodo, l’interesse dichiarato per la finanza decentralizzata (DeFi) e la domanda di privacy finanziaria potrebbero offrire una base per la crescita degli utenti, se le piattaforme migliorassero sicurezza, facilità d’uso e affidabilità. Tuttavia, finché tale interesse non si tradurrà in un uso costante e in afflussi di mercato misurabili, è meglio considerare questi risultati come un contesto per l’adozione, non come un’indicazione direzionale per i prezzi delle criptovalute.