I democratici della Camera prendono di mira le iniziative crypto di Trump con le loro indagini
I democratici della Camera stanno pianificando indagini sugli interessi commerciali di Donald Trump qualora prendessero il controllo della Camera a gennaio, dando seguito a precedenti proposte per un’inchiesta più ampia nel caso in cui i democratici conquistassero entrambe le camere del Congresso. Robert Garcia, presidente della Commissione di vigilanza della Camera, ha indicato gli affari della famiglia Trump come una priorità; i parlamentari potrebbero avvalersi dei poteri di citazione per ottenere documenti e testimonianze. L’indagine proposta sulle criptovalute di Trump dovrebbe concentrarsi su World Liberty Financial, l’iniziativa della famiglia nel settore della finanza decentralizzata (DeFi) e delle stablecoin, e su un investimento di 500 milioni di dollari legato agli Emirati Arabi Uniti che, secondo quanto riportato, avrebbe assegnato a un veicolo d’investimento una quota del 49% poco prima dell’insediamento di Trump, nel gennaio 2025. La stablecoin USD1 del progetto ha ricevuto un’approvazione condizionata per una licenza bancaria federale di trust, in attesa dell’approvazione definitiva. I democratici potrebbero inoltre esaminare la grazia concessa da Trump nell’ottobre 2025 al fondatore di Binance, Changpeng Zhao; Zhao ha negato di avere legami d’affari con la famiglia Trump o di aver discusso di una clemenza. Notizie precedenti indicavano anche un possibile esame delle grazie concesse ai donatori e degli accordi con gli studi legali. Nella dichiarazione patrimoniale di Trump figuravano oltre un miliardo di dollari di entrate legate alle criptovalute, mentre Reuters ha stimato che i guadagni della famiglia nel settore ammontino ad almeno 2,3 miliardi di dollari. È improbabile che l’indagine sulle criptovalute di Trump sfoci in una legge, poiché i democratici non hanno i voti necessari per superare un veto presidenziale; potrebbe però aumentare l’incertezza politica per le società di criptovalute e i progetti legati a Trump, oltre a complicare l’iter del Clarity Act. L’effetto sui prezzi dei token è incerto e potrebbe dipendere dall’eventualità che le indagini portino a interventi normativi.
Neutral
Le indagini creano incertezza politica e normativa, ma le notizie descrivono piani per un esame da parte del Congresso, non un cambiamento diretto delle regole sulle criptovalute, dell’accesso al mercato o dei fondamentali dei token. Non emerge quindi alcun catalizzatore immediato chiaro per il prezzo di USD1 o di altri criptoasset menzionati. Nel breve termine, le notizie su World Liberty Financial, sul presunto investimento legato agli Emirati Arabi Uniti o sulla grazia concessa a Zhao potrebbero provocare volatilità nei progetti legati a Trump e nei token correlati, mentre i trader reagiscono ai controlli e al possibile rischio reputazionale. La reazione del mercato cripto nel suo complesso potrebbe essere limitata, a meno che l’indagine non porti a misure normative concrete o non incida sul Clarity Act. Nel lungo termine, mandati di comparizione o conclusioni che inneschino azioni di contrasto, una vigilanza più rigorosa o ritardi nella legislazione sulle stablecoin e sulla struttura dei mercati potrebbero penalizzare i progetti interessati e accrescere l’incertezza in tutto il settore. Al contrario, un’indagine che non comporti cambiamenti normativi potrebbe avere un impatto duraturo minimo sui prezzi. In assenza di un esito normativo specifico e dato il legame indiretto con le valutazioni dei token, è più corretto considerare neutrale l’impatto complessivo sui prezzi.