La quota di mercato dei DEX raggiunge il record del 23% mentre i volumi dei CEX calano
Gli exchange decentralizzati (DEX) hanno raggiunto una quota record del 23,2% del volume complessivo degli scambi spot sugli exchange centralizzati (CEX), tra cui Binance e Coinbase. La loro quota è cresciuta di oltre il 1.100% in cinque anni ed è raddoppiata tra il 2024 e il 2025. Tuttavia, questo cambiamento riflette una maggiore resilienza relativa, non un aumento dell’attività dei DEX: il loro volume è diminuito del 55% su base annua, passando da 588 miliardi di dollari nel 2025 a 262 miliardi nel 2026, mentre gli scambi sui CEX hanno subito un calo più marcato. Uniswap e PancakeSwap hanno rappresentato il 36% del volume spot dei DEX.
Alcuni analisti si aspettano che i recenti incidenti di sicurezza, tra cui un presunto attacco hacker a Binance da 6,3 miliardi di dollari, incoraggino un maggior numero di scambi on-chain. Durante l’incidente, la quota di Hyperliquid sul volume aggregato dei CEX è salita dall’8,0% all’8,3%. La tendenza, però, non è conclusiva: anche gli utenti dei DEX corrono rischi per la sicurezza e le piattaforme decentralizzate potrebbero non risarcire gli utenti dopo un exploit. Blockaid ha inoltre segnalato attacchi che hanno preso di mira le interfacce front-end di 12 progetti DeFi. Gli operatori osservano se i timori per la sicurezza sposteranno l’attività verso i DEX o rafforzeranno la domanda di piattaforme centralizzate.
Bullish
La quota di mercato record dei DEX e la possibilità che gli incidenti di sicurezza sugli exchange spingano i trader a trasferire le proprie attività on-chain sono segnali positivi per le piattaforme DeFi e i relativi token. Il presunto aumento del volume relativo di Hyperliquid durante l’incidente di Binance offre un’indicazione a breve termine del fatto che alcuni trader potrebbero stare testando alternative alle piattaforme centralizzate.
Il segnale non rappresenta una prospettiva inequivocabilmente rialzista per il mercato crypto nel suo complesso. Il volume dei DEX è comunque diminuito del 55% su base annua, quindi la loro quota maggiore è dovuta soprattutto alla contrazione più rapida dei volumi dei CEX. Anche la DeFi è esposta ai rischi per la sicurezza: gli attacchi alle interfacce utente e l’assenza di garanzie di rimborso dopo un exploit potrebbero riportare alcuni utenti sugli exchange centralizzati. Episodi simili hanno spesso prodotto cambiamenti di breve durata nella scelta delle piattaforme, mentre gli spostamenti duraturi dipendono dalla liquidità, dai costi di esecuzione, dalla facilità d’uso e dalla sicurezza.
Nel breve termine, i trader potrebbero monitorare i volumi dei DEX, i dati sulle quote di mercato e i flussi verso piattaforme come Hyperliquid per capire se la migrazione sarà duratura. Un aumento continuo potrebbe favorire gli asset legati alla DeFi, ma un incidente di sicurezza o un indebolimento della liquidità potrebbero invertire rapidamente la tendenza. Nel lungo termine, una crescita sostenuta dei DEX rafforzerebbe il caso a favore delle infrastrutture di trading on-chain, anche se i dati sui volumi in calo riportati nell’articolo non dimostrano ancora un’espansione generalizzata della domanda. La prospettiva rialzista riguarda quindi soprattutto l’adozione della DeFi, non necessariamente i prezzi delle criptovalute nel complesso.