DFINITY accusa NEAR di utilizzare la sua tecnologia ECDSA
Dominic Williams, fondatore di DFINITY, ha accusato i prodotti Chain Signatures e NEAR Intents di NEAR di utilizzare un sistema ECDSA a soglia che, a suo dire, è stato sviluppato da DFINITY e concesso in licenza esclusivamente per l’uso con ICP. Sostiene che la controversia potrebbe comportare responsabilità civili e penali. Al momento della pubblicazione, NEAR non aveva ancora risposto pubblicamente.
Williams ha citato un articolo del 2021 di ricercatori di DFINITY su ECDSA, derivazione additiva delle chiavi e presignature. La documentazione di NEAR rimanda all’articolo, disponibile pubblicamente. Williams ha inoltre affermato che NEAR ha assunto ex dipendenti di DFINITY e ha sostenuto che una recente modifica al codice di NEAR segnali il passaggio a una versione che, a suo dire, è più lenta. La modifica citata non menziona DFINITY, quindi la sua motivazione non è stata confermata.
NEAR afferma che la sua rete di calcolo multipartitico sulla mainnet conta 17 operatori indipendenti e una soglia di firma di 11 su 17. Chain Signatures supporta NEAR Intents, che secondo NEAR ha elaborato un volume cumulativo superiore a 35 miliardi di dollari. Le basi giuridiche della controversia non sono chiare: la ricerca è pubblica e il codice MPC di NEAR è concesso in licenza MIT. È probabile che qualsiasi impatto sul mercato dipenda da una risposta formale, da prove dell’esistenza di diritti azionabili o da interruzioni dei servizi cross-chain di NEAR.
Neutral
L’impatto immediato sul mercato appare neutrale, perché l’articolo riferisce un’accusa, non una causa intentata, una violazione accertata o un’interruzione del servizio. Al momento della pubblicazione NEAR non aveva risposto e la ricerca tecnica citata da Williams è disponibile pubblicamente. La situazione giuridica dell’esclusiva rivendicata è quindi incerta.
Nel breve termine, i trader potrebbero monitorare NEAR per individuare eventuali oscillazioni dovute ai titoli di stampa, alle dichiarazioni ufficiali o a prove che Chain Signatures o NEAR Intents possano subire interruzioni. Il volume cumulativo di 35 miliardi di dollari registrato da NEAR Intents sottolinea la rilevanza commerciale del prodotto, ma da solo non dimostra che generi ricavi, che stimoli la domanda del token o che abbia un effetto diretto sul prezzo di NEAR. Una contestazione legale confermata o un’interruzione del servizio potrebbero accrescere l’incertezza e pesare sul sentiment; una risposta chiara o la prosecuzione del servizio potrebbero limitare tale reazione.
Nel lungo termine, la controversia potrebbe attirare l’attenzione sui diritti di proprietà intellettuale, sulle licenze e sull’attribuzione nella ricerca crittografica open source. Una causa in tribunale o una rivendicazione di licenza fatta valere legalmente potrebbero comportare costi o rendere necessari cambiamenti tecnici, mentre un disaccordo pubblico irrisolto avrebbe probabilmente un effetto più limitato. Come nelle precedenti controversie crypto riguardanti il codice open source, le reazioni del mercato tendono a dipendere da sviluppi concreti — come contenziosi, modifiche al protocollo o conseguenze per i clienti — più che dalle sole accuse. Prima di considerare la controversia un segnale direzionale duraturo, i trader dovrebbero seguire le comunicazioni ufficiali di NEAR, gli atti giudiziari, le modifiche su GitHub e l’attività cross-chain.