L’oro digitale potrebbe raggiungere i 170 miliardi di dollari entro il 2031, con la crescita della domanda di asset tokenizzati
Un rapporto del World Gold Council (WGC) e di Boston Consulting Group stima che oggi il mercato dell’oro digitale valga tra i 45 e i 55 miliardi di dollari. Nello scenario di base, prevede che raggiunga i 160-170 miliardi di dollari entro il 2031; nello scenario ottimistico, i 270-280 miliardi. La stima separata di una domanda latente fino a 700 miliardi di dollari rappresenta la domanda potenziale qualora vengano superati gli ostacoli all’adozione, non una previsione delle dimensioni del mercato. Secondo il rapporto, circa 95 miliardi di dollari della crescita prevista nello scenario di base potrebbero derivare da domanda di oro realmente nuova.
L’oro tokenizzato vale circa 6 miliardi di dollari, dopo essere quintuplicato dalla fine del 2024. Tether Gold (XAUT) e Paxos Gold (PAXG) hanno registrato insieme oltre 90 miliardi di dollari di volume di scambi spot nel primo trimestre del 2026, superando il totale dell’intero 2025. Si tratta di attività di trading cumulativa, non di nuovi investimenti né del valore dei token in circolazione. Un sondaggio condotto su oltre 12.000 investitori retail ha rilevato che quasi nove su dieci prenderebbero in considerazione l’oro digitale in condizioni adeguate.
Fiducia, accessibilità, utilità del prodotto e costi restano ostacoli fondamentali. Gli investitori chiedono prove trasparenti delle riserve fisiche a garanzia, una regolamentazione chiara, tutele per i consumatori e possibilità di riscatto. Anche le app finanziarie più conosciute possono ampliare l’accesso: nei mercati in cui l’oro digitale era disponibile tramite queste app, il livello di possesso era fino a sette volte superiore. XAUT e PAXG possono essere utilizzati come garanzia su Aave, mentre Paxos ha introdotto il prodotto PAXGy, collegato al rendimento. Le prospettive indicano un possibile sviluppo a lungo termine dell’oro tokenizzato e del suo impiego come garanzia nella DeFi, ma i rischi legati a custodia, sicurezza e liquidità restano rilevanti per i trader.
Neutral
Il rapporto è un segnale di adozione a lungo termine dell’oro tokenizzato, ma non costituisce un catalizzatore immediato per il prezzo di XAUT o PAXG. La crescita prevista del mercato, l’interesse rilevato nei sondaggi e l’aumento dell’attività di trading potrebbero sostenere la domanda nel tempo, soprattutto se migliorassero gli standard di custodia, l’accessibilità e l’uso come garanzia. Tuttavia, il volume di trading non equivale ad acquisti netti e la cifra di 700 miliardi di dollari rappresenta una domanda potenziale, non una previsione. Nel breve termine, è improbabile che il rapporto, da solo, determini i prezzi dei token; i movimenti del mercato dell’oro, la liquidità delle criptovalute e il più ampio orientamento al rischio restano fattori più diretti. Nel lungo periodo, un maggiore utilizzo di XAUT e PAXG nelle app finanziarie e nella DeFi potrebbe migliorarne l’utilità e la liquidità, mentre le questioni ancora irrisolte relative alla fiducia, alla sicurezza e al rimborso potrebbero limitarne l’adozione. Nel complesso, le implicazioni per i prezzi dei token sono contrastanti e incerte, il che giustifica una classificazione neutrale.