Il congelamento di criptovalute del Dipartimento di Giustizia raggiunge quasi 938 milioni di dollari

Il congelamento di criptovalute del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha raggiunto i 938,5 milioni di dollari al 15 ottobre 2026, secondo il presidente Donald Trump, mentre le autorità federali intensificano le misure contro le reti transnazionali di truffatori, in particolare le operazioni di «pig butchering» nel Sud-est asiatico. I fondi bloccati sono detenuti dalle autorità e non sono necessariamente stati restituiti alle vittime; i funzionari non hanno reso noti i token o le piattaforme coinvolti. Trump ha dichiarato che le attività di contrasto hanno impedito perdite per almeno 1,6 miliardi di dollari quest’anno. Le autorità hanno chiuso o interrotto oltre 500 siti web fraudolenti, smantellato 20 complessi usati per le truffe e avvertito più di 10.000 potenziali vittime. La somma di criptovalute congelata dal Dipartimento di Giustizia è passata da oltre 700 milioni di dollari ad aprile a più di 800 milioni a luglio. L’FBI ha inoltre segnalato oltre un milione di denunce di reati informatici nel 2025, circa il 17% in più rispetto al 2024, mentre il Dipartimento di Giustizia ha esteso la propria iniziativa contro le truffe a tutti i 94 uffici dei procuratori federali statunitensi. I funzionari affermano che l’obiettivo è restituire alle vittime i beni bloccati, ma l’annuncio non indica effetti diretti su alcun token specifico. Per chi fa trading di criptovalute, l’intensificazione della stretta segnala un maggiore controllo sulle reti di frode e sui flussi di asset digitali, non una restrizione generale delle contrattazioni.
Neutral
L'annuncio non identifica alcuna criptovaluta, token o piattaforma di scambio specifici, quindi non offre un chiaro catalizzatore diretto per il prezzo di un singolo asset. Nel breve termine, le notizie sul congelamento di una quantità ingente di criptovalute potrebbero suscitare una momentanea preoccupazione riguardo ai controlli o all'esposizione degli asset, ma i fondi sono collegati a presunte truffe e l'azione non viene descritta come una restrizione delle normali attività di trading. Non è stato accertato alcun impatto sui prezzi dell'intero mercato. Nel lungo termine, un'azione più incisiva contro le frodi potrebbe rafforzare la fiducia nei mercati delle criptovalute, mentre un maggiore controllo sui flussi delle transazioni potrebbe sollevare dubbi in materia di conformità per alcune società. In assenza di dettagli che colleghino i fondi bloccati a un token specifico, il probabile effetto sul prezzo di una singola criptovaluta resta neutrale.