Il DOJ conferma che i BTC confiscati a Samourai entreranno nella Riserva Strategica di Bitcoin degli Stati Uniti

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha confermato che 57,55353 BTC confiscati nel caso Samourai Wallet non sono stati venduti e saranno trattenuti nella Strategic Bitcoin Reserve (SBR) ai sensi dell’Ordine Esecutivo 14233. La precisazione è arrivata dopo un’attività on-chain nel novembre 2025 che ha mostrato un trasferimento da un indirizzo controllato dal governo a un indirizzo di deposito di Coinbase Prime, che ha mostrato brevemente un saldo zero e ha fatto scattare segnalazioni secondo cui lo U.S. Marshals Service aveva liquidato circa 6,3 milioni di dollari in Bitcoin. Patrick Witt, direttore esecutivo del President’s Council of Advisors for Digital Assets, ha dichiarato che il DOJ ha verificato che gli asset rimangono nel bilancio del governo USA e non saranno venduti. La conferma arriva in un contesto di accumulo più ampio della SBR: il governo detiene ora circa 328.372 BTC (circa 31,3 miliardi di dollari), incluse grandi confische come i 127.271 BTC sequestrati in ottobre in un presunto schema di “pig butchering” con base in Cambogia. Costruire la SBR è una priorità dichiarata per l’amministrazione Trump; la senatrice Cynthia Lummis ha sponsorizzato una normativa per accelerare l’accumulo verso un obiettivo di un milione di BTC con metodi neutrali per il bilancio. Entità chiave: DOJ, U.S. Marshals Service, Patrick Witt, Samourai Wallet, Coinbase Prime, Ordine Esecutivo 14233 del Presidente. Implicazioni per i trader: la conferma della ritenzione riduce il rischio immediato di liquidazione da questo episodio, sostiene una continua centralizzazione della fornitura di BTC guidata dal governo e mantiene come principali rischi lato offerta eventuali futuri cambiamenti politici o legislativi (e grandi confische) da monitorare.
Neutral
La conferma che 57,55 BTC derivanti dalla confisca del portafoglio Samourai non sono stati venduti è un fattore neutro nel breve termine per l’andamento del prezzo del BTC. Il rischio di liquidazione immediata legato a questa specifica sequestro è stato rimosso, evitando una piccola e improvvisa pressione al ribasso. Tuttavia, la narrativa più ampia —l’accumulo continuato di BTC sequestrati nella Strategic Bitcoin Reserve degli Stati Uniti e grandi sequestri precedenti (es. 127.271 BTC)— aumenta la concentrazione dell’offerta detenuta dal governo. Tale concentrazione è un fattore dall’offerta di medio-lungo termine che può ridurre il free float disponibile e amplificare i movimenti di prezzo se cambiano le politiche o le prassi di liquidazione. I trader dovrebbero trattare questa notizia come una riduzione del rischio venditore a breve termine per questo incidente, ma mantenere un’attenzione elevata su future confische, sviluppi legali (l’applicazione o modifiche dell’Executive Order 14233) e legislazione (il disegno di legge di Lummis) che potrebbero alterare la gestione dei BTC sequestrati. Per gli scalper e i trader a brevissimo termine: impatto immediato trascurabile. Per i trader swing e di posizione: monitorare i movimenti di custodia on-chain, le dichiarazioni del DOJ/USMS e qualsiasi progresso legislativo che riguardi la SBR, perché vendite coordinate più ampie o cambi di politica sarebbero i principali catalizzatori di movimenti significativi del prezzo del BTC.