Il progetto pilota dell’euro digitale punta al 2027 per rafforzare il controllo europeo sui pagamenti

La Banca centrale europea (BCE) prevede un progetto pilota di 12 mesi sull’euro digitale nella seconda metà del 2027, con la partecipazione di 36 fornitori di servizi di pagamento, sette dei quali italiani. Il personale della BCE e delle banche centrali nazionali dovrebbe testare transazioni reali. Sono stati invitati a partecipare anche operatori del commercio elettronico e del commercio su dispositivi mobili. L’euro digitale mira a ridurre la dipendenza dell’Europa dalle reti di pagamento non europee. Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della BCE, afferma che le società non europee gestiscono circa due terzi delle transazioni con carta nell’area dell’euro; in Italia, due terzi dei pagamenti online con carta si basano su circuiti non europei. Nel 2024 i pagamenti online hanno rappresentato il 24% dei pagamenti in Italia, rispetto al 6% del 2019. Secondo la BCE, l’euro digitale potrebbe aumentare la concorrenza e ridurre le commissioni, che per i piccoli esercenti possono essere fino a quattro volte più alte rispetto alle grandi imprese. L’euro digitale proposto consentirebbe pagamenti online e offline, con limiti di detenzione nei portafogli digitali a tutela della stabilità finanziaria. Gli acquisti di importo più elevato potrebbero essere completati utilizzando fondi da un conto bancario collegato. La valuta beta del progetto pilota non avrebbe corso legale. Il Consiglio direttivo della BCE deciderà se emettere l’euro digitale dopo che i legislatori dell’UE avranno concluso i negoziati e approvato la legislazione necessaria. Se la legislazione sarà approvata entro la fine del 2026, l’emissione potrebbe iniziare già nel 2029. Si tratta di uno sviluppo nel campo dei pagamenti e delle politiche, non di un fattore che incide direttamente sui prezzi delle criptovalute.
Neutral
Lo sviluppo non è direttamente legato a una specifica criptovaluta e nessuno dei due riepiloghi indica un token il cui prezzo dovrebbe reagire automaticamente al progetto pilota. Nel breve termine, è improbabile che il calendario della sperimentazione del 2027 e l’emissione condizionata prevista per il 2029 modifichino i fondamentali del trading di criptovalute; qualsiasi reazione del mercato rifletterebbe più probabilmente il dibattito generale sulle valute digitali e la concorrenza nei pagamenti. I trader non dovrebbero considerare l’annuncio un segnale diretto per Bitcoin o altri criptoasset. Nel lungo termine, un euro digitale potrebbe influenzare la regolamentazione, le infrastrutture di pagamento e le aspettative del pubblico sulle valute digitali delle banche centrali. Ciò potrebbe incidere sul settore più ampio degli asset digitali, ma l’effetto sui prezzi delle singole criptovalute è incerto e dipenderebbe dalle scelte politiche, dall’adozione e dalla risposta delle stablecoin private e dei fornitori di servizi di pagamento. Storicamente, le reazioni agli annunci sulle CBDC sono in genere determinate da cambiamenti nell’attuazione o nella regolamentazione, più che dai soli piani. In assenza di un catalizzatore diretto dei prezzi o di una criptovaluta specifica menzionata nella notizia, l’impatto previsto sui prezzi delle criptovalute è neutrale.