Ethereum rischia di scendere a 2.000 dollari mentre aumentano i deflussi dagli ETF

Ethereum (ETH) è sceso di circa il 13% questo mese, avviandosi a registrare uno dei suoi rari mesi di ottobre in territorio negativo. ETH era scambiato intorno ai 2.330 dollari, in calo del 4,3% nell’ultima settimana, e ha chiuso un’altra candela settimanale sotto i 2.400 dollari. Gli analisti avvertono che ETH potrebbe scendere ulteriormente. Alaoui Capital ha individuato nell’area 1.850–1.920 dollari una possibile zona di supporto qualora il prezzo scendesse sotto la soglia psicologica dei 2.000 dollari. L’analista Ted ha affermato che, se ETH non riuscirà a riconquistare presto quota 2.350 dollari, potrebbe aprirsi la strada a un movimento verso i 2.200. Altri osservatori del mercato hanno espresso una visione più ottimistica, ipotizzando un rimbalzo sopra i 3.000 dollari o un eventuale raggiungimento dei 3.600. Anche la domanda degli investitori istituzionali si sta indebolendo. La scorsa settimana gli ETF spot su Ethereum hanno registrato deflussi netti per circa 220 milioni di dollari, aumentando la pressione, poiché gli emittenti vendono asset per far fronte ai riscatti. Arthur Hayes, cofondatore di BitMEX, ha inoltre venduto ETH per oltre 15 milioni di dollari e ridotto le posizioni in ENA e UNI, nonostante in precedenza avesse previsto che Ethereum potesse raggiungere i 10.000 dollari entro la fine del 2026. La combinazione tra debolezza dei prezzi e deflussi dagli ETF accresce i rischi di ribasso a breve termine per Ethereum, anche se gli analisti non concordano sul fatto che il calo attuale proseguirà o darà luogo a un’inversione di tendenza.
Bearish
I segnali a breve termine sono ribassisti per Ethereum: ETH ha perso circa il 13% questo mese, resta al di sotto dei livelli chiave di 2.400 e 2.350 dollari e deve fare i conti con deflussi settimanali dagli ETF spot pari a circa 220 milioni di dollari. I riscatti prolungati possono costringere gli emittenti a vendere ETH, mentre la vendita attribuita ad Arthur Hayes contribuisce a peggiorare il sentiment. Se dovesse cedere la soglia psicologica dei 2.000 dollari, i trader potrebbero tenere d’occhio la zona di supporto tra 1.850 e 1.920 dollari individuata da Alaoui Capital; un movimento verso i 2.200 dollari rappresenta un altro possibile scenario di rischio nel breve termine. Episodi simili, caratterizzati da deflussi persistenti dagli ETF e debolezza dei prezzi, hanno spesso pesato sul sentiment e spinto i trader di breve termine a ridurre l’esposizione, anche se i flussi da soli non determinano la direzione dei prezzi. Un netto rimbalzo dal supporto potrebbe innescare la chiusura delle posizioni short e un rally di sollievo, come prevedono alcuni analisti, che indicano 3.000–3.600 dollari come possibili obiettivi al rialzo. Per ora, tuttavia, il mercato non ha confermato questa inversione. Nel breve termine sembrano più probabili una volatilità al ribasso e un posizionamento prudente. Nel più lungo periodo, le prospettive dipenderanno dalla stabilizzazione dei flussi degli ETF, dal recupero delle resistenze da parte di ETH e dal miglioramento delle condizioni generali del mercato delle criptovalute.