Prospettive del prezzo di ETH: i deflussi dagli ETF frenano la ripresa

Ether scambiava vicino ai 2.450 dollari il 21 ottobre, circa il 9% in meno rispetto ai livelli di inizio ottobre e circa il 39% sotto quota 4.000 dollari. Un ritorno a 4.000 dollari richiederebbe un rialzo di circa il 64%. Nel breve termine, un movimento verso 2.800 dollari implicherebbe un aumento del 14,3%, mentre una discesa a 2.200 dollari rappresenterebbe un calo del 10,2%; si tratta di scenari illustrativi, non di previsioni dei prezzi. ETH ha faticato a mantenersi sopra i 2.500 dollari, un livello che i trader osservano alla ricerca di segnali di una ripresa duratura. Gli ETF statunitensi spot su Ether hanno registrato deflussi netti per circa 955 milioni di dollari dal 1° al 16 ottobre, di cui 320,1 milioni tra il 12 e il 16 ottobre. Nei giorni 19 e 20 ottobre hanno poi registrato ulteriori deflussi per 129,4 milioni di dollari, mentre i fondi su Bitcoin hanno registrato afflussi in entrambe le giornate. Gli afflussi cumulativi negli ETF spot su Ether restano vicini ai 13 miliardi di dollari, quindi i recenti prelievi non dimostrano di per sé che gli investitori istituzionali abbiano abbandonato ETH. Tuttavia, flussi sostenuti o in miglioramento potrebbero contribuire a sostenere una ripresa di ETH. A settembre è stato riferito che circa il 35% di ETH era in staking, e Beaconcha.in ha conteggiato circa 43,8 milioni di ETH in staking fino al 20 ottobre. Lo staking può limitare l’offerta immediatamente negoziabile, ma non rimuove permanentemente i token dalla circolazione né crea domanda da solo. L’aggiornamento Glamsterdam di Ethereum è previsto sulla testnet Hoodi il 26 ottobre, dopo un test su Sepolia il 6 ottobre. Tra i miglioramenti proposti figurano la costruzione dei blocchi, l’elaborazione parallela delle transazioni e una maggiore efficienza di esecuzione. La Ethereum Foundation non ha fissato una data per la mainnet, quindi il test non conferma un lancio a novembre. Nel breve termine, i deflussi dagli ETF e la difficoltà di mantenersi sopra i 2.500 dollari pesano su ETH; flussi più solidi nei fondi, una maggiore propensione al rischio e test riusciti potrebbero migliorare le prospettive a lungo termine.
Bearish
L’impatto immediato sul prezzo è ribassista per ETH. I deflussi dagli ETF spot su Ether hanno accelerato nell’ultimo periodo, mentre ETH ha faticato a mantenersi sopra i 2.500 dollari e i fondi su Bitcoin hanno registrato afflussi. Questi segnali potrebbero indurre gli operatori di breve termine a ridurre l’esposizione o ad attendere conferme di una domanda più solida, lasciando ETH vulnerabile a ulteriori vendite se il sentiment di mercato dovesse indebolirsi. Il quadro di più lungo termine è più equilibrato. Gli afflussi cumulativi degli ETF restano vicini a 13 miliardi di dollari e lo staking limita una parte dell’offerta immediatamente disponibile, anche se non garantisce la domanda né rimuove ETH dalla circolazione in modo permanente. L’attivazione prevista della testnet di Glamsterdam potrebbe sostenere la fiducia se i test procedessero senza intoppi e l’aggiornamento migliorasse le prestazioni della rete, ma non è stata fissata alcuna data per la mainnet. Storicamente, le tappe degli aggiornamenti possono rafforzare il sentiment, ma il loro effetto è spesso limitato se non è accompagnato da acquisti più consistenti e da flussi di fondi in miglioramento. Nel complesso, gli attuali segnali di domanda e prezzo prevalgono su questi potenziali fattori di sostegno, rendendo appropriata una classificazione ribassista.