Santiment: depositi di ETH oltre il 50% sulla carta — CoinShares: staking attivo ~31%

Santiment ha riferito che i depositi nel contratto di deposito per lo staking di Ethereum ammontano cumulativamente a circa il 50,18% dell'offerta di ETH (≈80 milioni di ETH), una soglia simbolica oltre il 50%. CoinShares e altri analisti hanno contestato questa cifra, osservando che il contratto di deposito registra depositi cumulativi nel tempo e non riflette i prelievi resi possibili dall'aggiornamento Shanghai/Capella. Dopo aver riconciliato i dati su prelievi, uscite dei validatori e ritiri (da fonti come Ethplorer e CryptoQuant), CoinShares stima che lo stake attivo netto — l'ETH che effettivamente assicura la rete — sia approssimativamente 37 milioni di ETH, ovvero circa il 30,8% dell'offerta circolante. La disputa è di natura metodologica: Santiment riporta i depositi lordi cumulativi, mentre CoinShares riporta lo stake attivo netto che sottrae i prelievi e i validatori inattivi/usciti. Per i trader la distinzione è importante. Le cifre dei depositi lordi possono sovrastimare l'ETH impegnato nella sicurezza della rete e sottostimare l'offerta circolante liquida, influenzando modelli basati sull'offerta, flussi ETF, valutazioni del rischio legate allo staking e previsioni di liquidità. Tuttavia, uno stake attivo di circa il 31% rappresenta comunque capitale impegnato sostanziale, a supporto della sicurezza della rete. I trader dovrebbero preferire metriche che tengano conto di validatori e prelievi (stake attivo netto) quando modellano shock dell'offerta, pressione di vendita legata allo staking o esposizione istituzionale.
Neutral
La notizia è principalmente metodologica piuttosto che indicativa di un cambiamento immediato dell'offerta o di un nuovo catalizzatore. La cifra del 50,18% di Santiment è una misura lorda e cumulativa e può essere fraintesa come se più ETH fosse bloccato dalla circolazione di quanto effettivamente stia assicurando la rete. La correzione di CoinShares (stake attivo netto ≈31%) riduce la percezione di offerta bloccata e implica che possa esserci più ETH liquido disponibile, il che può smorzare le narrazioni rialziste che si basano su un >50% di offerta bloccata. L'impatto sul prezzo a breve termine è probabilmente limitato: l'aggiornamento corregge i modelli degli analisti e può alterare le ipotesi dei trader sull'offerta disponibile e sulla possibile pressione di vendita, ma non modifica di per sé i saldi on‑chain o la politica economica. Nel medio termine, un utilizzo più chiaro delle metriche di stake attivo netto può migliorare i modelli di prezzo per i prodotti di staking, i flussi degli ETF e le valutazioni del rischio di liquidità. Complessivamente, la notizia riduce una sovrastima dell'offerta bloccata (temperando interpretazioni rialziste estreme) pur confermando che rimane un impegno sostanziale di stake, quindi la reazione del mercato dovrebbe essere misurata e guidata dai dati piuttosto che direzionale.