La riduzione della leva finanziaria su Ethereum si accentua mentre la capitalizzazione di mercato di ETH cala di 54 miliardi di dollari

Ethereum ha perso circa 54 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato in tre settimane, mentre ETH è sceso di circa il 15% in un quadro di debolezza diffusa nel mercato delle altcoin. L’analista Darkfost attribuisce il calo alla flessione dei prezzi, alle liquidazioni a catena e alla riduzione del rischio da parte dei trader. Il deleveraging di Ethereum è visibile anche nei dati sui derivati: nell’ultimo mese l’open interest di ETH su Binance è diminuito di 1,3 miliardi di dollari, quasi il 20%, raggiungendo i 5,7 miliardi, mentre l’open interest complessivo del mercato è sceso a 11,5 miliardi. Darkfost afferma che un simile deleveraging può far parte di una normale correzione e che la paura può emergere nelle sue fasi finali. A luglio, a un calo più marcato dell’open interest di ETH sono seguiti una stabilizzazione e un rialzo di oltre il 32%, che ha portato brevemente ETH sopra i 2.800 dollari. Questo precedente offre un contesto, non una garanzia: la riduzione della leva può attenuare la pressione delle liquidazioni, ma il calo dei prezzi resta un rischio a breve termine per i trader.
Neutral
Il segnale per ETH è contrastante. Il calo del prezzo di circa il 15%, la contrazione della capitalizzazione di mercato e il minore interesse aperto indicano debolezza nel breve termine e una minore propensione al rischio. Ulteriori liquidazioni o il protrarsi delle vendite potrebbero continuare a esercitare pressione su ETH. Tuttavia, il calo dell’interesse aperto indica anche che la leva finanziaria si sta riducendo; ciò potrebbe diminuire la probabilità di altre liquidazioni forzate e contribuire a stabilizzare le condizioni di mercato. Il precedente di luglio, quando una contrazione più marcata dell’interesse aperto ha preceduto un forte rimbalzo, è un utile termine di paragone, ma non una previsione affidabile. Nel breve termine, i trader potrebbero restare prudenti finché l’andamento dei prezzi e il posizionamento sui derivati non miglioreranno; su un orizzonte più lungo, una fase di riduzione della leva ormai conclusa potrebbe creare una base più solida per la ripresa, anche se i soli dati non confermano che il minimo sia stato raggiunto.