Ethereum vicino a 2.300 dollari mentre i deflussi dagli ETF mettono sotto pressione ETH

Il prezzo di Ethereum è rimasto vicino a 2.300 $, mentre i deflussi dagli ETF spot su Ether e lo slancio ribassista hanno pesato su ETH in vista della decisione sui tassi della Federal Reserve del 28 ottobre. Il 26 ottobre, gli ETF spot statunitensi su Ether hanno registrato deflussi netti per 88,6 milioni di dollari: ETHA di BlackRock ha perso 104,7 milioni, compensati in parte da afflussi per 16,1 milioni in FETH di Fidelity. Un analista ha affermato che, dalla fine di settembre, gli ETF sulle criptovalute hanno registrato deflussi netti superiori a 1,2 miliardi di dollari. Le vendite dei primi detentori hanno alimentato le preoccupazioni sull’offerta. Secondo alcune notizie, un wallet collegato alla Ethereum Foundation ha venduto 2.785 ETH per un valore di circa 6,42 milioni di dollari; un’altra notizia ha riferito che un partecipante all’ICO di Ethereum ha venduto 1.500 ETH, per circa 3,48 milioni di dollari. Questi trasferimenti e queste vendite, da soli, non dimostrano l’esistenza di una tendenza di mercato. I segnali on-chain erano contrastanti: il NUPL di Ethereum era vicino alla neutralità, a 0,0073, e i dati sui prelievi dagli exchange suggerivano che una parte degli ETH stesse uscendo dagli exchange, ma nessuno dei due elementi conferma che il prezzo abbia toccato il fondo. I trader osservano la zona di supporto tra 2.280 e 2.300 $. Una rottura al di sotto di 2.280 $ potrebbe portare sotto i riflettori i livelli di 2.200 e 2.000 $, mentre 1.900 $ è indicato come un livello ribassista più profondo. ETH era sotto la sua media a 20 giorni, vicina a 2.424 $, e il MACD indicava uno slancio ribassista. Una chiusura giornaliera sopra 2.334 $ potrebbe segnalare un primo miglioramento; il recupero di 2.400 $ potrebbe aprire la strada verso 2.475–2.600 $. Altri livelli di resistenza sono 2.550 e 2.800 $. La decisione della Fed, i dati sull’inflazione statunitense e i flussi degli ETF sono catalizzatori a breve termine per l’andamento del prezzo di Ethereum. Separatamente, l’attivazione prevista dell’aggiornamento Glamsterdam sulla testnet Hoodi è stata rinviata a causa di dubbi relativi a EIP-8037 e alla compatibilità degli smart contract; il ritardo non ha alcun impatto sulla mainnet di Ethereum. Le prospettive tecniche restano prudenti e i trader osservano se il supporto reggerà e la pressione di vendita si attenuerà.
Bearish
Nel complesso, i segnali indicano una prospettiva ribassista per ETH nel breve termine. I deflussi dagli ETF spot su Ether, le vendite segnalate da un wallet collegato alla Ethereum Foundation e da un partecipante all’ICO, insieme al debole slancio tecnico, potrebbero mantenere attiva la pressione dei venditori, soprattutto con l’avvicinarsi di una decisione importante della Fed. Una rottura prolungata al di sotto dell’area di supporto tra 2.280 e 2.300 dollari potrebbe innescare ulteriori vendite verso quota 2.200 dollari o più in basso; storicamente, le reazioni del mercato alle rotture dei supporti e i persistenti deflussi dai fondi sono spesso accompagnati da maggiore volatilità e dalla pressione esercitata dagli stop-loss. Ci sono anche segnali in controtendenza: alcuni dati on-chain indicano prelievi di ETH dagli exchange e il NUPL è vicino alla neutralità, anziché essere profondamente negativo. Questi elementi potrebbero limitare le vendite o indicare che i detentori stanno trasferendo gli asset in custodia, ma non confermano un’inversione di tendenza. Un recupero sopra i 2.334 dollari e, soprattutto, sopra i 2.400 dollari, insieme a un’attenuazione dei deflussi dagli ETF, migliorerebbe le prospettive a breve termine. Su un orizzonte più lungo, il ritardo della testnet Hoodi potrebbe pesare sul sentiment relativo all’aggiornamento, ma non incide direttamente sulla mainnet. Nel complesso, al momento i rischi al ribasso superano il potenziale sostegno derivante dai prelievi dagli exchange, mentre la direzione del prezzo dipenderà dai livelli chiave di supporto e dai flussi degli ETF.