Il prezzo di Ethereum scende sotto il peso dei deflussi dagli ETF e delle vendite delle balene

Il prezzo di Ethereum è sceso di circa il 2,1%, a 2.318 dollari, il 29 ottobre, penalizzato dalla debolezza generale del mercato delle criptovalute e dai continui deflussi dagli ETF spot su Ethereum statunitensi. Il 28 ottobre i fondi hanno registrato deflussi netti per 21,41 milioni di dollari, il terzo giorno consecutivo di ritiri. Da ETHA di BlackRock sono usciti 44,83 milioni di dollari, compensati in parte dagli afflussi verso altri fondi. I deflussi complessivi nelle tre sessioni hanno raggiunto circa 170,21 milioni di dollari. Ethereum ha risentito anche delle vendite da parte dei grandi detentori: i dati on-chain citati dall’analista Ali Martinez indicano che i portafogli delle whale hanno ceduto circa 160.000 ETH, per un valore superiore a 348 milioni di dollari. I saldi sugli exchange sono aumentati di circa 100.000 ETH, una possibile fonte di pressione di vendita, anche se l’aumento non conferma che i token siano stati venduti. Sul piano tecnico, ETH è rimasto al di sotto delle medie mobili a sette e 30 giorni, mentre il MACD è rimasto negativo. I trader osservano il supporto tra 2.290 e 2.300 dollari; una rottura duratura potrebbe aprire la strada a 2.200 e 2.100 dollari. Un recupero sopra i 2.400 dollari potrebbe migliorare le prospettive, con 2.550 dollari indicati come ulteriore livello di resistenza. Separatamente, gli sviluppatori di Ethereum hanno rinviato l’attivazione della testnet Hoodi per l’aggiornamento Glamsterdam mentre esaminano problemi di compatibilità; non sono state annunciate una nuova data né una tempistica per la mainnet.
Bearish
I segnali immediati del mercato sono ribassisti per Ethereum. I deflussi dagli ETF spot proseguono da tre sessioni, secondo quanto riferito i wallet delle whale hanno ridotto le proprie disponibilità di circa 160.000 ETH e i saldi sugli exchange sono aumentati. Questi fattori possono rafforzare le preoccupazioni sull’offerta nel breve periodo e spingere i trader a ridurre la propria esposizione, soprattutto mentre ETH resta al di sotto delle medie mobili chiave e il MACD è negativo. Il calo di Bitcoin e la debolezza dell’intero mercato crypto aggiungono ulteriore pressione. L’area 2.290–2.300 dollari è il principale supporto di breve periodo individuato nell’articolo. Una rottura decisa potrebbe innescare vendite legate all’esecuzione degli stop-loss e portare sotto i riflettori i livelli di 2.200 o 2.100 dollari. Un rimbalzo sopra i 2.400 dollari, seguito dal recupero di una resistenza superiore come quella a 2.550 dollari, indebolirebbe lo scenario ribassista. I flussi degli ETF e i saldi sugli exchange, da soli, non sono conclusivi: i deflussi dai fondi possono invertirsi e l’aumento dei saldi sugli exchange non dimostra che i detentori abbiano venduto. Alcuni analisti considerano inoltre l’area sotto i 2.300 dollari una possibile zona di acquisto, ma l’articolo osserva che non è stato confermato alcun breakout rialzista. Periodi simili, caratterizzati da deflussi prolungati dagli ETF e da un aumento dell’offerta sugli exchange, sono spesso coincisi con volatilità di breve periodo e pressioni al ribasso, ma non determinano in modo affidabile la direzione di lungo termine. Nel breve periodo, i trader potrebbero monitorare i livelli di supporto, i dati sui flussi degli ETF e la capacità di ETH di recuperare quota 2.400 dollari. Nel lungo periodo, il rinvio dell’attivazione della testnet Hoodi per Glamsterdam aggiunge incertezza alle tempistiche di sviluppo; tuttavia, non è stata confermata alcuna data per la mainnet e il solo ritardo non dimostra un cambiamento duraturo dei fondamentali di Ethereum.